Gli ascensori del Vittoriano aprono una polemica nei Dl: «Trentaquattro colleghi di maggioranza hanno firmato con me una interpellanza al ministro Rutelli per chiedere la rivisitazione delle scelte già fatte per il Vittoriano». Lo dice il senatore della Margherita Roberto Manzione. «I due ascensori costituiscono spiega Manzione uno scempio artistico indifendibile. Quello che non si comprende è come la Soprintendenza abbia potuto autorizzarne la realizzazione. L'altro aspetto negativo è rappresentato dalla blasfema violazione della sacralità del monumento. L'Altare della Patria rappresenta per gli italiani una evocazione di alti valori ideali che conferisce al monumento una sacralità incompatibile con quelle attività turistico-ricreative che vengono offerte sulla terrazza, attraverso l'uso di una caffetteria-catering e dei suoi civettuoli orpelli». A Manzione, risponde però un collega di partito, Roberto Giachetti: «II senatore Manzione animato dalla difesa della sacralità? A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca...». Nelle ultime settimane, spiega il deputato di, «Manzione ha avuto gli onori delle cronache per la sua infaticabile azione al Senato per mettere in atto trabocchetti contro i provvedimenti della maggioranza. Ora decide di rivolgere la sua attenzione alla sacralità del Vittoriano e si preoccupa per le attività turistico-ricreative che verrebbero offerte sulla terrazza». Sentitosi tirato in ballo, interviene anche il Complesso Monumentale del Vittoriano, per ricordare che «l'apertura della caffetteria, alla presenza del Capo dello Stato, risale al 2 giugno 2002, nell'ambito del rilancio dell'intero Complesso» e che il monumento «visitato nel 2006 da un milione e 600 mila persone non può non offrire un veloce servizio di ristorazione».