VENEZIA Viziato e coccolato come mai prima d'ora, per Galan quella di ieri è stata una mattinata romana da incorniciare. Arrivato a Palazzo Chìgi con il consueto piglio da nordista in trasferta nei palazzi, ha ben presto dovuto togliere la maschera di ferro dell'uomo di destra immerso tra ministri di sinistra. L'accoglienza, cantilenata dal burroso accento bolognese di Prodi, è dì quelle che non lasciano scampo e fanno tirare subito fuori un sorriso: «Giancarlo, Giancarlo, ha bonariamente ammonito il premier tu brontoli sempre e noi ti invitiamo qui al Comitato Interministeriale. Vedrai che poi non brontoli più». E figuriamoci, soldi di qua, soldi di là, sorprese e aumenti. Manco sotto l'albero di Natale. Tanto che alla fine della riunione si è lasciato andare dentro ad una risata: «Ho portato a casa molto di più oggi con il governo di centrosinistra che non in passato con il cosiddetto governo amico». Che la riunione si sarebbe messa nel modo giusto per Venezia e il Veneto, il governatore l'aveva capito subito. Da quando, preso un attimo in disparte da Prodi, sì era sentito sussurrare: «Non andartene dopo la discussione del Mose, fermati fino alla fine che ci sarà un'altra sorpresa». Dai giri vorticosi di telefonate tra Cacciari, Rutelli, Fincato e Miracco del giorno prima, la soluzione del mistero era già uscita: ci sono i soldi per il Palazzo del Cinema. Formalmente richiesti dal ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli, i venti milioni hanno percorso varie strade negli ultimi giorni, fino ad imboccare quella giusta. Scorporato dall'ormai noto «Pacchetto 2011» il Palazzo del Cinema partirà grazie ad una porzione del tesoretto infrastrutturale di Antonio Di Pietro Quota che in un primo momento lo stesso ministro aveva offerto ma risultava essere comprensiva dei progetti di Roma e Firenze. Che la soluzione finale sia stata dunque imposta a Di Pietro dal tandem premier-vicepremier lo conferma l'enfatico «complimenti!» con il quale il ministro delle infrastrutture (ieri l'unico scamiciato tra giacche e cravatte) sì è congedato da Galan, urlando da una parte all'altra della stanza. Complimenti al governatore di centrodestra, dunque. E strette di mano al governo di centrosinistra. Riuscito nell'impresa di far sorridere tutti.