La proposta è arrivata in Parlamento nel cuore del mese di agosto, spedita dalla presidenza del Consiglio dei ministri. Centoventicinque interventi, con altrettanti beneficiari, destinati a dividersi i 101,4 milioni di euro della quota statale dell'8 per mille Irpef nel 2003. Un lungo elenco, filtrato dopo molti no detti da palazzo Chigi, e che per la prima volta rispetta anche i cardini essenziali della legge (interventi per la conservazione dei beni culturali, interventi per le calamità naturali, interventi per l'assistenza ai rifugiati, interventi per la fame nel mondo). Certo anche nell'ordine una qualche discrezionalità non manca. Così rimane esclusa la celebratissima Comunità di Sant'Egidio, che non ha passato il vaglio censorio, e sono stati preferiti i volontari dell'Avsi di Forlì-Cesena (circa 900 mila euro per due progetti), la Parrocchia di San Germano in Podenzano- Piacenza (55 mila euro per un progetto di promozione dell'occupazione femminile nelle attività di orticultura e allevamento di conigli in Congo), e perfino l'Istituto agronomico per l'Oltremare di Firenze che con 188.895 euro qualificherà «il personale tecnico africano impegnato nel miglioramento genetico di colture alimentari». Visto che anche gli enti e le associazioni pubbliche, che per vocazione istituzionale dovrebbero già fare quel mestiere, non vengono esclusi dalla ripartizione, un bel colpo viene messo a segno dall'Anci. L'Associazione nazionale dei comuni italiani si prende 9 milioni di euro, poco meno del 10 per cento della somma per dare accoglienza e protezione ai rifugiati, un compito in cui sono già coinvolti dalla legge ordinaria. Interminabile l'elenco dei soggetti che si ritengono danneggiati da alluvioni, inondazioni e terremoti. Visti gli sbalzi e i disastri del clima negli ultimi anni, c'è da credergli sulla parola. Sono 55 invece le parrocchie che chiedono ed ottengono fondi per piccoli lavori di restauro non garantiti dal Fondo edifici di culto ed evidentemente non sufficientemente supportati dalla generosità dei propri fedeli. Se alla Chiesa cattolica lo Stato chiude raramente la propria porta, per par condicio quest'anno arrivano anche 107 mila euro per la Fondazione Centro di documentazione ebraica di Milano, allo scopo di valorizzare il «patrimonio fotografico e completare la catalogazione informatizzata dei volumi della biblioteca della fondazione». Fra le istituzioni culturali che ce l'hanno fatta la Fondazione Maria e Goffredo Bellonci di Roma, legata al premio Strega, che incassa 178 mila euro per proteggere il «tesoro della lingua letteraria italiana del '900»; all'Istituto studi politici S.Pio V di Roma altri 120 mila euro per valorizzare i libri e all'Istituto Luigi Sturzo di Roma 27 mila euro per costruire l'archivio storico della Dc di Terni.
Restauri e beneficenza, in 125 si dividono l'Irpef dello Stato
La proposta di assegnazione dei 101,4 milioni di euro della quota statale dell'8 per mille Irpef nel 2003 è stata presentata al Parlamento. Il progetto prevede 100 interventi, con beneficiari diversi, che saranno destinati a finanziare progetti per la conservazione dei beni culturali, interventi per le calamità naturali, assistenza ai rifugiati, lotta alla fame nel mondo e altri progetti. L'elenco dei beneficiari è stato filtrato dopo molti no detti da palazzo Chigi.
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