La bellissima Venere di Morgantina, che la , Sicilia richiede a gran voce da tempo. Ma, non solo. Grazie all'accordo siglato l'altra sera tra l'Italia e il Getty Museum, tornano nel nostro Paese altri 39 capolavori dell'arte trafugati ed esportati clandestinamente all'estero. Tra questi, sculture, anfore, coppe, oggetti in bronzo. Ma anche affreschi strappati alle pareti di una villa pompeiana di epoca romana e altri frutto di uno scavo clandestino sempre in zona vesuviana. Con un rientro per il patrimonio culturale italiano, ha fatto notare ieri il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli, significativo anche dal punto di vista economico. Bellissima in particolare, fanno notare gli esperti, una tavola cerimoniale della seconda metà del IV secolo a. C.,in marmo policromo con due grifoni che assaltano una cerva. Così come la Lekanis, della stessa epoca, che ha un piede con due grifoni. Due pezzi, sottolineano gli esperti, di fattura straordinaria e che soprattutto rappresentano un unicum nella storia dell'archeologia. La pittura centrale della Lekanis, in particolare, con le Nereidi che sorreggono Achille, richiama il sarcofago delle Amazzoni di Tarquinia. Ma belle e preziose sono anche molte anfore, come quella attica a figure rosse attribuita a Euthymedes con figure di atleti, che il Getty nel 1984 pagò 400 mila dollari. 0 come la Pelike apula a figure rosse attribuita al Pittore di Gravina e datata alla fine del V secolo a.C, con scene di Nereidi che portano armi ad Achille. Prezioso e significativo anche il kantharos graniforme attico, datato al 470 a C., che raffigura da un lato la testa di Eracle con la leonte: il Getty lo aveva comprato nel 1983 dalla Royal Athena Galeries per 60 mila dollari. Mentre di valore inestimabile, fanno notare gli esperti, è un altro Kantharos a figure rosse con maschera, datato al 480 a C. e firmato, come vasaio, dal celeberrimo Eufronio. Costoso, per il museo dì Los Angeles, anche l'acquisto, nel 1979, dell'anfora attica a figure rosse che rappresenta Eracle e Apollo in lotta per il tripode. Si tratta di un reperto databile intorno al 480 avanti Cristo, hanno stabilito gli esperti. Dalla documentazione risulta che il Getty l'avrebbe pagata allora 90mila dollari. Splendida poi, la kylìx attica a figure rosse attribuita al pittore Nikosthénes, datata 500 a.C, con un giovane che si allaccia i sandali: nel 1996 era stata valutata 485 mila dollari.