Oggetti sacri e monili in quantità ma non si può fare il museo ------------------------------------------------------------------------- C'è un tesoro sconosciuto ai più nei locali del complesso di S. Maria Bianca. La chiesa, che in questi giorni è stata al centro dell'attenzione per il pericolo di crolli dell' arcone centrale e per l' appello del parroco ai fedeli di raccogliere i fondi da destinare al puntellamento, ha altre bellezze storiche che rischiano di essere trascurate. In fondo al tempio, attraversando la navata laterale destra, si ha accesso ai locali parrocchiali: qui, disposti accuratamente, ma in maniera che per la Soprintendenza non si addice all'esposizione di oggetti di simile portata artistica, ci sono molti monili sacri e profani, alcuni anche di epoca romana. Le tre stanze che ospitano questi oggetti furono allestite da don Vito, il precedente parroco, con l' idea di farne un museo. Purtroppo però i fondi della chiesa non potevano sostenere l'acquisto delle teche idonee con vetri antisfondamento nè l'istallazione dei sistemi di vigilanza, così la Soprintendenza non ne permise l'accesso al pubblico. Gli oggetti che fedeli e visitatori non possono vedere sono tanti: paramenti sacri anche molto antichi, statuette che nei secoli abbellivano la chiesa, reliquie, monili donati dai fedeli ex voto e molti oggetti riportati dai missionari dell' ordine dei Canonici Regolari, a cui è affidata la chiesa, in particolare dal Brasile. Nella prima stanza si possono ammirare statuette di un presepe settecentesco e una statua del Tabernacolo del Vambrè del 1680 che adesso è nella chiesa. Vi è conservato anche il primo registro dei matrimoni che risale al 1564. Grande spazio è dedicato poii agli oggetti riportati dalle missioni. Ci sono monili, statuette e minerali provenienti dall' Amazzonia, animali imbalsamati e anche tre teste di Indios rimpicciolite con una tecnica segreta dei nativi brasiliani e che venivano considerate propiziatorie. Don Alessandro, il parroco, ammette: «Di materiale per un piccolo museo ce ne sarebbe tanto, ma non è a norma, nè in sicurezza, per permettere l' accesso ai turisti: ancora una volta il problema sono i soldi. Mi piacerebbe sistemarlo, comprare teche e fare istallare un circuito di videosorveglianza, ma con i fondi della chiesa non è possibile». Il museo potrebbe costituire una piccola entrata e don Alessandro sta pensando di chiedere un finanziamento al Rotary Club, che già aveva finanziato il restauro di due quadri. Marta Quilici
LUCCA. Un tesoro in Santa Maria Bianca
La chiesa di S. Maria Bianca ha un tesoro sconosciuto ai fedeli e visitatori, compresi oggetti sacri e monili di epoca romana, che sono stati allestiti in tre stanze parrocchiali. Tuttavia, a causa di mancanza di fondi, questi oggetti non possono essere esposti al pubblico. Il parroco, don Alessandro, desidera sistemare il museo, ma non ha i fondi per acquistare teche e installare un sistema di vigilanza. Sta considerando di chiedere un finanziamento al Rotary Club per realizzare il progetto. I fedeli e i visitatori non possono vedere molti oggetti, tra cui paramenti sacri, statuette, reliquie e monili donati dai fedeli.
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