iter sbloccato ma fa ancora discutere il tratto Grosseto sud-Civitavecchia Slitta a settembre il passaggio del progetto al Cipe che dovrà dare l'okay definitivo -------------------------------------------------------------------------------- FIRENZE. Un passo avanti, condito con qualche "se" e qualche "ma", per l'autostrada tirrenica. Dopo il rinvio della firma che avrebbe dovuto suggellare l'ultimo atto della tormentata vicenda e l'invio del progetto al Cipe, arriva dal ministero dei Beni culturali l'ultimo parere che sblocca definitivamente l'iter. Quello del ministero guidato dal vicepremier Francesco Rutelli è, come chiarisce il sottosegretario Andrea Marcucci, un via libera esplicito. Al Cipe, però, il progetto dell'autostrada tirrenica non approda immediatamente, ma a settembre, anche perché Rutelli esprime dubbi sulla soluzione progettuale del tratto compreso tra Grosseto sud e Civitavecchia. Quindi, a settembre, ci sarà da discutere e parecchio. Per la Regione, l'arrivo del via libera rappresenta un bel passo in avanti, anche perché solo pochi giorni fa il presidente Claudio Martini aveva spedito al ministro Antonio Di Pietro una lettera piuttosto risentita a causa dello slittamento della firma ufficiale del via libera al progetto autostradale. «Il ministro Rutelli - afferma il presidente Martini - con il suo parere ha messo il disco verde affinché il progetto di massima arrivi all'esame del Cipe. Quella di Rutelli è una decisione che sblocca la fase di stallo e consente al ministro Di Pietro di fare un passo avanti portando, entro settembre, il progetto di completamento nella sede appropriata per la decisione finale, il Cipe. Non vedo quindi né stop, né veti di alcun tipo. C'è solo la richiesta di un approfondimento in sede di valutazione del progetto definitivo». Il sottosegretario Marcucci conferma che il parere sull'opera del suo ministero è favorevole: «Il progetto può andare avanti - spiega - e si possono attivare anche i finanziamenti per realizzare l'intervento». Il parere, comunque, non chiude la porta alle obiezioni degli ambientalisti, in quanto, a parte alcune prescrizioni assai poco rilevanti per il tratto fino a Grosseto, «chiede una verifica delle soluzioni, giudicate poco soddisfacenti, adottate nel tratto fino a Grosseto». Marcucci specifica che il ministero non specifica quali soluzioni adottare, ma afferma che «si potrebbe utilizzare in maniera più consistente la sede attuale dell'Aurelia per risolvere alcuni dei problemi evidenziati». Per questo, probabilmente, il ministro Di Pietro temporeggia: da qui a settembre alcune divergenze potrebbero essere superate e non si rischierebbe uno scontro proprio al Cipe. Anna Donati, senatrice dei Verdi e presidente della Commissione lavori pubblici di Palazzo Madama, è invece più drastica: «In queste condizioni, il progetto non può certo andare al Cipe. Il parere di Rutelli rappresenta un via libera al tracciato a nord e una bocciatura per quello meridionale. Anche per il ministero occorre evitare di realizzare nuove corsie di asfalto in un tratto così delicato della campagna toscana e laziale». Per Anna Donati, la soluzione per il tratto tra Grosseto e Civitavecchia è rappresentata dall'allargamento e la messa in sicurezza dell'Aurelia. «Chiamiamola autostrada leggera o superstrada a pedaggio - dice - l'importante è trovare una soluzione condivisa che soddisfi le esigenze di spostamento, ma senza realizzare un progetto infrastrutturale pesante». La senatrice dei Verdi, dunque, non chiude la porta al pedaggio e neppure alla Sat e propone «una soluzione mista, senza vincitori né vinti», magari basata sul pedaggio tramite barriere e non caselli, «in modo da non penalizzare il traffico locale, evitare di dover realizzare una viabilità alternativa e far pagare i tir che vogliamo invece dirottare verso l'autostrada del mare». Il presidente della Provincia di Grosseto, Lio Scheggi, mette però le mani avanti: «Se il principio - dichiara - è quello di sprecare meno suolo possibile siamo tutti d'accordo, ma sia chiaro che un'autostrada deve avere quattro corsie più quella di emergenza. Se si vuol proporre una soluzione analoga all'attuale configurazione della Variante Aurelia tra Cecina e Grosseto allora dico subito che è meglio evitare di gettare al vento soldi pubblici per una soluzione che non è né carne né pesce».