Bertollini: "Niente code perché organizziamo bene" Centotrentamila visitatori ma non si direbbe. Il presidente della Fondazione DNArt spiega Scatta la proroga della mostra e la società presto avrà in affitto il palazzo di famiglia Cavour -------------------------------------------------------------------------------- «Siamo interessati a Palazzo Cavour come sede espositiva, ma è in corso una trattativa privata e dunque non intendo parlarne». Il presidente della milanese Fondazione DNArt Riccardo Bertollini si trova in vacanza "dallaltra parte del mondo", ma interviene anche da così lontano sulle questioni sollevate qualche giorno fa da Repubblica sulla mostra "Nefer" - dal trasferimento improvviso da Milano a Torino la scorsa primavera, alle perplessità suscitate dai dati di afflusso (più di 130 mila i visitatori dichiarati dai primi di aprile a oggi, senza che mai si siano viste code, mai persone accalcate nelle sale) - e sulle prospettive future delledificio già appartenuto alla famiglia del conte Camillo Cavour, finora sede di mostre organizzate dalla Regione. Doveva concludersi nel mese di luglio lesposizione dedicata alla donna nellantico Egitto, organizzata da questa fondazione, ma è stata prorogata al gennaio 2008. Una proroga si è avviata anche per il contratto di affitto che la Regione aveva stipulato con la famiglia proprietaria delledificio: la scadenza era concordata per aprile, la locazione prosegue per ora fino al 29 agosto. Poi, come confermato dalla responsabile dei Beni culturali della Regione Daniela Formento, «dovrebbe subentrare la Fondazione DNArt, così almeno ci hanno prospettato in una lettera di metà luglio». Riccardo Bertollini, come mai la decisione di prorogare la mostra per un tempo così lungo, addirittura fino a gennaio? «La mostra ha ottenuto un buon successo, abbiamo così deciso di dare la possibilità nei prossimi mesi a un pubblico diverso di visitarci. Alludo ai gruppi e alle scuole, a coloro che non hanno potuto partecipare nei mesi scorsi perché la decisione di portare la mostra a Torino è stata improvvisa, non cè stato il tempo di organizzare le visite di quei settori. E proprio a questo proposito vorrei rispondere alle allusioni ai 'misteri di Palazzo Cavour uscite sul vostro giornale, su due fronti almeno». Iniziamo dal primo. «Avete scritto che numeri così alti di visitatori non si spiegano dal momento che non si sono mai viste code. Bene, noi organizziamo mostre da 15 anni, sappiamo benissimo che sono i gruppi e le scuole a mettersi in fila e a creare le code, e non i singoli visitatori, per lo meno se alla base cè una buona organizzazione. E poi cè laltra questione». Ovvero? «Nellarticolo si accenna a 'mai meglio specificati intoppi organizzativi meneghini, che avrebbero determinato limprovviso trasferimento della mostra 'Nefer dal Palazzo Reale di Milano a Torino. In realtà è tutto chiaro. Dovevamo rimanere nella sede milanese fino al 25 marzo di questanno, poi abbiamo chiesto una proroga fino al 9 aprile, il giorno dopo Pasqua. Ma il 18 aprile apriva in quella stessa sede una mostra legata al Salone del Mobile, per cui non è stato possibile proseguire. Lassessore alla cultura milanese Vittorio Sgarbi si è rivolto allora al collega Fiorenzo Alfieri, con cui ci ha detto di essere in contatto. E così si è deciso per il trasferimento. Sarebbe stato un peccato non proseguire con una mostra che ha avuto a Milano 64mila visitatori in 58 giorni. Poi il successo è proseguito a Torino. Un successo non nato per caso». Avete organizzato qualcosa di particolare per raggiungere questo risultato? «Sono cinque anni che lavoriamo a questa mostra, abbiamo restaurato a nostre spese 150 reperti, diversi dei quali provenienti dai depositi del vostro Museo Egizio, dalle collezioni ancora non passate in comodato alla Fondazione ma affidate alla Soprintendenza, sotto la cui supervisione abbiamo lavorato. Nefer è stata definita da molti una bellissima mostra, il pubblico ha risposto. La nostra fondazione si regge per l80 sui proventi ricavati dai biglietti di ingresso alle mostre, è nostro interesse a questo proposito fornire dati precisi».