04082007 Chiudi BILANCI IN PASSIVO «UN ATTO DOVUTO» Il ministero per i Beni culturali ha adottato il provvedimento in base alla legge Melandri-Veltroni (31 marzo 2005, numero 43) che prevede il commissariamento dopo due bilanci in passivo: il San Carlo chiude in pareggio il 2007, ma negli anni 2005 e 2006 non è stato possibile far quadrare i conti. Il decreto di Rutelli azzera il cda e fa decadere le cariche del soprintendente e del direttore artistico. che però potrebbero ottenere la conferma temporanea per un mese --------------------- Il ministro Francesco Rutelli ha commissariato il San Carlo. Troppi debiti per il Massimo napoletano e due gestioni, quelle del 2005 e del 2006 in rosso, con l'aggiunta dell'erosione del 30 per cento del capitale sociale, hanno fatto scattare il provvedimento che sarà operativo già da lunedì. «Reso necessario - si legge nella nota del ministero - in attuazione delle disposizioni previste dalla legge 31 marzo 2005 numero 43 espressamente richiamata nel parere che il collegio sindacale della Fondazione San Carlo ha reso sul conto consuntivo 2006». È la Melandri-Veltroni che appunto prevede dopo due bilanci in passivo il commissariamento. Rutelli ha nominato commissario Salvo Nastasi. Barese, 34 anni, avvocato, è funzionario del ministero dal 2000 dove ha ricoperto l'incarico di vicecapo dell'Ufficio legislativo e dal 2004 è stato nominato direttore generale per lo spettacolo dal vivo. Nastasi - malgrado la giovane età - è stato già commissario del Maggio musicale fiorentino nel 2005 dove ha avviato il definitivo risanamento dell'Ente. E questa sarà anche la sua missione napoletana: Nastasi si dovrà confrontare con una voragine di 20 milioni di debiti, quasi tutti con lo Stato, che hanno seppellito il teatro. Sono i contributi ai dipendenti del San Carlo non versati. Quanto durerà il commissariamento? La risposta è ancora nella nota del ministero: «Nastasi sarà commissario straordinario della Fondazione Teatro di San Carlo di Napoli per un periodo di sei mesi e comunque non oltre la ricostituzione del consiglio di amministrazione». Nella nota il ministero però non boccia la gestione attuale: «Un atto dovuto non deve far venire meno - si legge - ma confermare lo spirito di collaborazione con coloro, ed in particolare l'amministrazione comunale, che si sono utilmente adoperati per far conseguire a questa prestigiosa istituzione culturale il pareggio di bilancio già nell'esercizio 2007». Fuori dal linguaggio burocratico Rutelli però ha lanciato un appello: «Ci vuole ora - dice il vicepremier - uno sforzo straordinario di tutta la città, delle forze produttive, delle banche, ma anche dello Stato. Il Parlamento deve farsi carico di questa situazione con un provvedimento speciale, una norma nella Finanziaria per salvare il teatro San Carlo». Nella sostanza il ministro auspica fondi straordinari per il Massimo napoletano già nella Finanziaria 2007, del resto solo a queste condizioni si riuscirà a salvare il San Carlo e restituirlo a una gestione ordinaria. Grande l'amarezza della Iervolino, che come trapela da Palazzo San Giacomo fino all'ultimo ha cercato di parare il colpo. C'è stata una tesa telefonata con Rutelli, ma è prevalsa la linea del vicepremier. Il commissariamento ha provocato un terremoto nel cda che è stato automaticamente azzerato, dal sindaco a Fulvio Tessitore passando per il presidente della provincia Dino Di Palma al sovrintendente Lanza Tomasi devono tutti lasciare ad horas la poltrona. Forse solo Lanza Tomasi conserverà un incarico da consulente che Nastasi sarebbe intenzionato a conferirgli per mantenere continuità sotto il profilo della produzione artistica. Su questo punto è bene sottolineare che la stagione teatrale già avviata non verrà meno, e questo significa che il Massimo non chiuderà i battenti. Di questi tempi è l'unica buona notizia per chi ha a cuore le sorti di un pezzo di storia della città. ---------- «Lunedì incontrerò il commissario, che peraltro conosco benissimo da tempo, e rimetterò nelle sue mani il mandato di sovrintendente del San Carlo». Gioacchino Lanza Tomasi è sopreso dal decreto di commissariamento del teatro firnato dal ministro Rutelli: «Non me l'aspettavo. E con me credo nessuno in città. Nel mondo politico girava voce che forse sarebbe potuto arrivare tra uno, due mesi, ma non oggi. Ci sono trattative in corso per nuovi contributi finanziari al Lirico». Deluso? «Cosa vuole che le dica... il ministro non era obbligato a firmare il decreto. Poteva dare ancora fiducia al teatro oppure no. Ha deciso di non darla. Ha valutato che la situazione finanziaria fosse troppo compromessa». E i revisori dei conti? Qual è stata la loro valutazione? «Hanno richiamato l'attenzione del governo sul fatto che c'erano le condizioni per intervenire, ma poi il commissariamento scatta con un decreto del ministro. È lui che deve valutare e decidere. Per giunta il giudizio dei revisori era sospeso, in attesa dell'ingresso di nuovi soci e della stipula di un mutuo per i debiti pregressi». È fiducioso sul futuro? «Vede, in un'azienda normale l'arrivo del commissario vuol dire fallimento. Ma come si fa senza il San Carlo? Me lo dica... Insomma, credo che il governo farà di tutto per salvarlo». Il commissariamento è un segnale molto negativo per una città che è in una crisi complessa e generale. Che cosa ne pensa? «Certo, questa è una città squattrinata». Si sente responsabile di quanto è accaduto? «No. Perché io ho dovuto amministrare il San Carlo senza ridurre il personale e, ovviamente, senza abbassare la qualità della produzione artistica. Per far questo ho avuto dallo Stato meno di quanto il teatro prendeva nel 2002. In quell'anno avevamo circa 21 milioni di euro. Nel 2006 ne sono giunti 14. Torneremo alla cifra del 2009 solo tra due anni, quando i costi di gestione saranno ancora maggiori. Oggi abbiamo 33 milioni di euro, ma ce ne servono 37 per utilizzare tutta la forza lavoro disponibile e mantenere la quantità delle produzioni. La situazione è praticamente ingestibile». Servono soldi, dunque. «Vede, in una città in crisi un teatro come il San Carlo è un lusso. Ora, ci sono due possibilità: o si investe veramente, si concentra gran parte delle risorse disponibili su questo lusso, considerandolo un bene primario per la qualità della vita civile, oppure si va tutti a casa». Lei ha detto che conosce molto bene Nastasi, il commissario. «Sì, peraltro ha risanato le casse del Maggio, ma a Firenze c'erano molte spese da tagliare. Qui a Napoli abbiamo tagliato già tanto, mi creda».
NAPOLI - Teatro San Carlo: Rutelli azzera il consiglio d'amministrazione: Ora intervenga il Parlamento con un provvedimento speciale
Il 4 agosto 2007, il ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli ha adottato un provvedimento che commissaria il Teatro di San Carlo di Napoli. Il teatro chiuderà in pareggio il 2007, ma negli anni 2005 e 2006 non è stato possibile far quadrare i conti. Il commissariamento è stato previsto dalla legge Melandri-Veltroni (31 marzo 2005, numero 43) che prevede il commissariamento dopo due bilanci in passivo. Il commissario sarà Salvo Nastasi, che ha già risanato le casse del Maggio musicale fiorentino nel 2005. Il commissariamento è stato motivato dalla situazione finanziaria del teatro, che ha un debito di 20 milioni di euro.
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