«Se non ci fossero le banche, ha detto una volta un pensatore non capitalista, bisognerebbe inventarle. Ma, dal momento che ci sono vanno, rese etiche, aggiungiamo noi». Con una battuta, Roberto Leoni, presidente della Fondazione Sorella Natura (che raccoglie l'eredità dell'associazione omonima da lui fondata nel 1991), liquida l'obiezione dì chi gli chiede cosa c'entri la povertà francescana con gli strumenti finanziari più avanzati. «Il cerchio della condivisione, un valore fondamentale per i francescani continua Leoni si allarga. Il bene è vincente: e le ultime tendenze dell'economia lo stanno dimostrando». Durante questi anni il percorso della Fondazione ha più volte incrociato la responsabilità sociale: convegni, studi, azioni. L'associazione di Assisi «opera in Italia e nel mondo per la cultura, la tutela e l'educazione ambientale secondo la concezione cristiana di S. Francesco» si legge nello Statuto; ha ricevuto il beneplacito del Papa e si basa su tre documenti fondamentali: il «Decalogo della saggia ecologia», la «Charta deontologica dello sviluppo sostenibile», il manifesto: «La tutela dell ambiente». Ora è pronta per porsi all'avanguardia su questi temi con la linea eticamente. «Proponiamo la nostra idea alle banche e alle istituzioni: vogliamo essere un punto d'incontro, nel quale investitori istituzionali e risparmiatori trovino la possibilità di una gestione del loro denaro più responsabile e consapevole». Nel progetto di restituzione del complesso di S. Croce hanno scelto di non chiedere i "soliti" contributi a fondo perduto. «Puntiamo ad un'azione più solida e convinta: e speriamo dice Leoni nelle Fondazioni di origine bancaria. Sottoscrivendo le obbligazioni etiche potrebbero darci una grande mano di aiuto». Le altre proposte del paniere (carta di credito, libretto di assegni) hanno "rendimenti" meno incisivi sull'immediato, ma di lunga durata. «Ma provi solo a immaginare se dovessero aderire in molti e cedere una commissione sullo spending della carta di credito che utilizzano del solo 0,1». Sarebbero quote interessanti. Il costo globale dell'"operazione Santa Croce" dovrebbe aggirarsi intorno ai 5milioni di euro; «i tempi, però continua Leoni dipendono da quanti crederanno nel progetto. Noi ci crediamo molto». E, non appena concluso, si passerà a valutare e sostenere i prossimi. Un apposito Comitato etico (che ora è in via di definizione), rappresentante le istituzioni partecipanti «avrà l'incarico di selezionare dice Leoni ed approvare le proposte maggiormente significative», che diventeranno oggetto di devoluzione dei fondi raccolti mediante il collocamento di prodotti finanziari a finalità etica. «Siamo tenaci, noi francescani. Questa idea della finanza etica l'abbiamo avuta già dal 1999. Abbiamo aspettato a lanciarla finché tutto fosse preparato a dovere». Il fatto di avere avuto il sostegno costante dalla Banca d'Italia garantisce sulla trasparenza dell'operazione nel suo complesso. Il momento del lancio è delicatissimo: ormai ci siamo. Dopo il grande exploit della lettura del «Cantico delle creature» nel 1997 in mondovisione dalla Scala di Milano per il concerto di Natale, il prossimo per Leoni e soci potrebbe essere proprio la diffusione di una cultura della responsabilità. Verso l'ambiente e verso gli altri.