Acquistato il primo piano dell'edificio, diventerà una sede culturale Versato un milione per 389 metri quadri in piazza Duomo -------------------------------------------------------------------------------- Mostre, esposizioni, appuntamenti. Il Comune investe 1 milione e 64 mila euro, per arricchire il patrimonio dell'ente del primo piano di Palazzo Panichi, bene storico con vista sul centro storico da riutilizzare, appunto, come sede culturale. Come anticipato nei giorni scorsi, l'amministrazione Mallegni, con delibera consiliare, ha deciso di esercitare la prelazione per l'acquisizione dei locali a patrimonio comunale, 389 metri quadrati di immobile vincolato con provvedimento di tutela del ministero. I fatti: il 30 maggio scorso la Bipielle Real Estate spa aveva alienato l'immobile alla Risanamento spa, al prezzo di un milione e 64mila euro. Per legge il Ministero ha facoltà di acquistare, in via di prelazione, i beni culturali alienati a titolo oneroso o conferiti in società, al medesimo prezzo stabilito nell'atto di alienazione, oppure può rinunciare all'esercizio di tale prelazione, trasferendone la facoltà all'ente interessato, entro 20 giorni dalla denuncia. Nel caso specifico, infatti, è accaduto che il Ministero, tramite la Soprintendenza per i beni architettonici, ha comunicato di non avere interesse all'acquisizione al demanio del bene compravenduto; in pratica, aprendo la strada alla possibilità di prelazione da parte del Comune. Un acquisto, che diventa viatico per un duro attacco alle minoranze da parte del sindaco Massimo Mallegni. «Nel mandato 2000-2005 l'amministrazione comunale, per riequilibrare le sorti del bilancio iniziò ad adottare la strategia di mettere sul mercato alcuni beni considerati non strategici per l'attività istituzionale. Con mio forte disappunto, ormai la proprietà della colonia Laveno era già stata ceduta dalla precedente amministrazione alla Asl, perché quella sarebbe stata una struttura baricentrica, che poteva contemperare diverse esigenze per un ulteriore sviluppo del territorio. In ogni caso, decidemmo allora di vendere i beni individuati a tale scopo e ricordo, che dalla minoranza si levarono grida di allarme del tipo «Mallegni vende la dentiera del nonno» oppure «il Comune sarà più povero dopo questa amministrazione». Invece, abbiamo chiuso il mandato con un aumento del patrimonio comunale di oltre il 20-30 e, proprio grazie alle alienazioni e alla capacità di saper contrarre mutui, abbiamo potuto mettere in atto investimenti per oltre 40 milioni di euro in 5 anni. In questo secondo mandato - prosegue il sindaco - ci siamo trovati, ancora una volta, ad affrontare una scelta di responsabilità, visto che la Finanziaria ha deciso, con colpo di spugna, di tagliare del 50 la possibilità fare mutui anche a Comuni virtuosi come Pietrasanta. Per questo, nell'impossibilità di contrarre mutui, abbiamo dovuto provvedere a seguire la strada dell'alienazione dei beni e, anche in questo caso, si è levato un grido di protesta da parte della minoranza. Nell'ultima seduta di consiglio comunale abbiamo deciso di comprare un immobile tra i più importanti della città, Palazzo Panichi, per un totale di 389 metri quadrati di superficie e un valore di 1 milione e 64mila euro. Anche il più sprovveduto avrebbe compreso la convenienza e l'importanza di questa scelta. Invece, piuttosto di votare a favore, anche questa volta la minoranza si è astenuta, solo per non contraddire la sua parte più radicale. Un atteggiamento incomprensibile e assurdo. E questa gente vorrebbe governare una città? Non hanno la forza di decidere - conclude Mallegni - per le divisioni totali che li indeboliscono dall'interno».