Quando morì il 3 ottobre 1226, «nudo sulla nuda terra», alla Porziuncola Francesco d'Assisi era già venerato come santo: lo sarebbe divenuto in effetti, anche per la Chiesa, due anni dopo, per decisione di Gregorio IX. Non bastassero gli innumerevoli miracoli di altra natura, Francesco ne aveva già compiuto almeno uno, di tipo letterario, componendo quel Cantico delle creature (o Cantico dì frate sole) che faceva nascere la letteratura italiana con un autentico capolavoro. Il poema è il simbolo stesso dei valori francescani e suscita emozione profonda ad ogni rilettura. La versione originale del manoscritto con altri autografi di Francesco è conservata in un codice medievale, denominato 338. Il documento, custodito nel fondo antico della Biblioteca Comunale di Assisi è stato visto solo da pochi studiosi, per le sue precarie condizioni di conservazione. L'Associazione Sorella Natura (nata nel 1991 per promuovere la cultura della tutela ambientale, dello sviluppo sostenibile e dell'etica, oggi divenuta fondazione), ne ha curato una ristampa in facsimile, fuori commercio, che sarà donata come Premio Internazionale alle personalità che ogni anno proprio il 3 ottobre riceveranno il riconoscimento (si veda la scheda a fianco). L'Associazione. Ma il poema francescano non sarà l'unico documento importante presentato da Sorella Natura nell'occasione del premio. La Fondazione, infatti, renderà pubblica, in anteprima, una linea completa di finanza etica, denominata «ticamente Sorella Natura» e che «II Sole-24 Ore» è in grado di anticipare. «Non deve sembrare strano ci dice il presidente della Fondazione, Roberto Leoni che si coniughi la povertà francescana con il mondo dell' economia. La nostra è infatti una scelta culturale fatta seguendo i valori di san Francesco e non abusando del suo nome. Frugalità, condivisione e sacrificio, sono concetti che possono sposarsi bene con la sensibilità attuale che avvertiamo intorno ai temi della responsabilità sociale». Alle spalle di questo ambizioso progetto economico-culturale destinato a diventare uno dei più interessanti del panorama italiano nel campo della finanza etica ci sono... una chiesa, una selva e un complesso monastico da salvare. La selva è quella di San Francesco, proprio sotto la basilica di Assisi. Sessanta ettari di bosco verdissi-mo e intatto; al limite (accanto al Ponte del Gallo) ecco la Chiesa di Santa Croce, risalente al 1200, già monastero di monache benedettine; di fronte ad essa un antico mulino, risalente al 1100. Un complesso giunto fino a noi in condizioni buone, pur tra molte traversie (da ultimo il terremoto del settembre 1997) e proprietari. Dal 1996 tutto è stato acquistato da Sorella Natura, che è riuscita a "strapparlo" a una setta giapponese interessata all'area. L'acquisizione (costata circa due miliardi di lire) è stata effettuata con la clausola che, in caso di scioglimento dell'associazione, tutto ritornerà, come devoluzione, al Sacro Convento di S. Francesco. Ebbene il complesso, secondo l'idea della Fondazione, diventerà un Campus (Libera Università Internazionale per l'Economia Solidale e lo Sviluppo Sostenibile), deputato alla formazione delle classi dirigenti sull'etica ambientale e l'economia solidale, seguendo i principi ispiratori dell' associazione. La Chiesa di S. Croce, invece, sarà un luogo di culto vocato all'approfondimento della spiritualità francescana. Aperta alla preghiera dei credenti di tutte le religioni ed alla riflessione dei non credenti sarà una «Casa Comune dell'Ambiente e della Solidarietà (così stata dichiarata il 7 giugno 1998 de ministro generale dei frati francescani, p. Agostino Gardin): una dedica zione che la rende unica al monde La selva, infine, si trasformerà i orto botanico della flora appenninica, aperto ad itinerari di visita naturalistica e spirituale. Il progetto finanziario. Come finanziare questo progetto di ristrutturazione (il cui studio è stato affidato agli architetti Cristina e Andrea Piatti)? Roberto Leoni e i suoi collaboratori hanno scelto di non accettaree le classiche "donazioni a fondo perduto", ma piuttosto di sensibilizzare gli investitor privati, istituzionali e, soprattutto, le banche. È infatti a loro che si rivolge la linea di prodotti eticamente. «Gli istituti di credito dice Leoni potranno dimostrare la loro sensibilità ai valori etici e ambientali adottando e promuovendo i nostri prodotti finanziari». In questi giorni stanno partendo le lettere indirizzate a tutte le banche italiane, che entro il 29 novembre dovranno comunicare alla Fondazione se intendono accettare o meno. II gruppo di lavoro che ha studiato il progetto è stato coordinato da Samuele Sorato (Banca Popolare di Vicenza) e Susanna Ercoli (Banca Popolare di Lodi): oltre alle loro banche, hanno preso parte all'elaborazione un altro gruppo di istituti di credito e fondazioni di origine bancaria. Ma la cosa più importante è il sostegno costante e l'avallo che il progetto ticamente ha avuto dalla Banca d'Italia, che ha fornito una preziosa assistenza tecnica. Il Governatore Fazio in persona ha sempre seguito da vicino la Fondazione Sorella Natura, e non è un caso che tra i vincitori del premio figuri an-ch'egli con Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo. Le banche. Le banche italiane potranno così scegliere in un paniere che prevede obbligazioni etiche (una novità), carte di credito, conto corrente, libretto di assegni e di risparmio. Il vantaggio per gli istituti di credito (oltreché, evidentemente, di immagine) sarà quello di usufruire di un marchio comune, che, comunque, non lederà in alcun modo le autonome scelte di ciascuna banca. In questo modo sotto l'etichetta di Sorella Natura si creerà un network di banche (ma anche altre società o enti aderenti) che avrà lo scopo di collocare e promuovere ai clienti i prodotti a finalità etica. Per tutti i prodotti del paniere, le banche che accetteranno, ne realizzeranno una versione apposita, rispetto ai prodotti ordinari dì ciascuna Banca aderente, con un incremento fisso dei relativi canoni o spese. Le banche aderenti che alla lettera di intenti dovranno far seguire la regolare firma di una convenzione, della durata di tre anni mantengono assoluta discrezionalità sulla scelta dei prodotti indicati, potendo decidere autonomamente quali di questi attivare per l'offerta presso i propri sportelli. Ciascuna banca versa una quota associativa, differenziata a seconda della scelta di essere socio fondatore (50mila euro), partecipante (20mila) o corrispondente (5mila). «Ma la cosa che più tengo a sottolineare conclude Leoni è che nemmeno un centesimo di euro degli introiti sarà utilizzato per il funzionamento della Fondazione o per la campagna di comunicazione». Tutti gli introiti del progetto, insomma, andranno alla ricostruzione del complesso di Santa Croce. Il sentiero che collega la selva alla Basilica di San Francesco è stato inaugurato nel giugno del 1998. Quello che porta dal mondo delle banche a quello della solidarietà aggiungerà presto un tratto di strada.