Il neo commissario è lo stesso funzionario che ha detto sì a Napoli come sede del festival del teatro: "Sono ottimista" Nastasi: "Farò come a Firenze" Lanza Tomasi: "Nessuno spreco, ma tante approssimazioni" Sciarelli: "Bisognerà puntare sulla qualificazione dei dipendenti, sono sicuro che si salveranno i posti di lavoro" Il sovrintendente: "Cè stata più attenzione allestero che in città Se unazienda non produce abbastanza, o fallisce o deve vendere" -------------------------------------------------------------------------------- Il commissario che non ama le prime. «Non ci vado mai. Serate da vip. Non le frequento». Il commissario del San Carlo è lo stesso funzionario che ha detto sì a Napoli come sede del Festival del teatro. «Progetto meraviglioso». Salvatore Nastasi era alla guida della commissione giudicante. Gli piace partire da lì. «Se una città merita un evento del genere con un progetto come quello - dice - mostrandosi attiva e vivace, credo proprio che non abbia nulla da temere. Non ci saranno problemi. Sono ottimista», dice. È al mare. Rutelli in linea gli dà la notizia. Nastasi spezza le ferie e dopodomani è in teatro. «Incontro Lanza Tomasi. Sarà un passaggio tecnico. Ma voglio entrare in punta di piedi. Come a Firenze». Firenze, cioè il Maggio. Il suo precedente compito. «Non ho fatto tutto da solo. Lì il lavoro fu mio, del sindaco, del presidente della Provincia. Era interesse della città e dello Stato italiano risollevare il teatro. La stessa cosa vale per il San Carlo. Sono un funzionario dello Stato. Per me è un grande onore lavorare a Napoli, in un momento come questo, fatto di rapporti molto stretti con la sua cultura. Il ministro, come fece a suo tempo Buttiglione per Firenze, mi ha chiesto se ero disponibile. Ho detto sì». È stato tre volte al San Carlo nella stagione scorsa. «Ho visto un bellissimo Candide, il Falstaff e il Werther. Nessuna sorpresa. Lanza Tomasi allestisce sempre stagioni di alto livello». In Lanza Tomasi invece viene prima lamarezza. «Se una città non risponde, diventa tutto più difficile: cè stata più attenzione a livello nazionale e internazionale». Poi il rimpianto. «Abbiamo avuto continui tagli senza fondi sostitutivi. Ora eravamo sul punto di avere dei soci. Lazione del governo colpisce il cda nel momento in cui qualche luce sul piano finanziario si cominciava a intravedere», dice il sovrintendente del teatro. Lo sarà fino a lunedì, giorno del passaggio di consegne. Unidea se lè fatta: «Questa storia rientra in un quadro generale di rapporti non semplici fra Napoli e il governo». Il governo amico di cui parlava la Iervolino in campagna elettorale. «Penso che il sindaco fosse convinto di aver scongiurato lipotesi - il pensiero di Lanza Tomasi - evidentemente non cerano le condizioni». Ottimismo, però. «Non è una liquidazione. Se esistono problemi di tesoreria, credo che il governo interverrà, o farà pressioni perché qualcuno intervenga. Serve uno screening alla situazione amministrativa. La prima cosa da vedere è la tesoreria. Non cè nulla fuori norma, non ci sono sprechi. Ma il San Carlo - continua il sovrintendente - andava verso questa situazione da due anni. Per rigidità. Per tante approssimazioni. Penso ai 2 milioni lanno che si spendono per il fondo pensioni. Allepoca si pensava che fosse una faccenda statale, e che qualcuno avrebbe pagato. Ma se passano 9 anni e nessuno interviene, quel debito rimane. Nelle aziende si fanno i conti. Se una ditta non mette abbastanza merci sul mercato, o fallisce o deve vendere». Nessuno schiaffo alla città. Così dice Arnaldo Sciarelli, commissario straordinario di Arcus, la società per lo sviluppo dellarte, della cultura e dello spettacolo di cui è azionista il ministero dellEconomia: i diritti dellazionista sono esercitati dal ministero per i Beni e le attività culturali. Sciarelli è napoletano. Una scelta di Rutelli. Assicura: «Rutelli ama Napoli. Su questo punto non si discute. Lha dimostrato anche con la decisione presa per lassegnazione del Festival del teatro. Nessun affronto. Il ministero ha preso atto delle indicazioni del collegio sindacale. Ha preso atto delle banche lontane dal teatro. Ha preso atto dellincapacità dei privati napoletani di occuparsi del teatro. Privati che, dopo le promesse, non mi risulta abbiano tirato fuori dei soldi». Nastasi, per Sciarelli, è luomo giusto. «Sè già occupato del Maggio fiorentino. Non è un uomo di sinistra, dunque è pure una garanzia per lopposizione. Viene da una famiglia di servitori dello Stato. Bisognerà puntare sulla qualificazione dei dipendenti, provare a ridurre i costi. Sono sicuro che si provvederà a tutelare i posti di lavoro, eliminando le spese inutili».
NAPOLI - Salvatore Nastasi. commissario al San Carlo
Il neo commissario straordinario di Arcus, la società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo, Arnaldo Sciarelli, ha espresso la sua opinione sul passaggio di consegne del teatro di Napoli al commissario straordinario, Salvatore Nastasi. Sciarelli, che è napoletano e ha ricevuto l'incarico di Rutelli, ha affermato che il governo non ha fatto abbastanza per sostenere il teatro di Napoli e che ci sono state molte approssimazioni. Ha anche sottolineato che il teatro andava verso una situazione di crisi da due anni, ma che il governo non ha fatto nulla per aiutarlo.
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