LA POLITICA DEGLI EVENTI Il presidente della Regione fa il bilancio del suo mandato ad interim durato un anno e culminato nel Piano integrato Gli succede Paolo Cocchi: "Rapporti più stretti tra il pubblico e il privato" "Sono stato un assessore silenzioso ma operoso" dice di sé il governatore -------------------------------------------------------------------------------- Orgoglio di metodo e scarso presenzialismo. «Sono stato un assessore alla cultura silenzioso, ma operoso», dice di sè Claudio Martini, governatore della Toscana, tracciando il bilancio di un anno di attività del suo mandato ad interim, mentre passa lincarico nelle mani di Paolo Cocchi. Un impegno che Martini sintetizza nel lungo lavoro di riorganizzazione e razionalizzazione che ha portato al Piano integrato della cultura, ultimo passaggio del suo incarico, approvato dalla Giunta lunedì scorso, ora in attesa dellok del Consiglio regionale. «Una novità - spiega il presidente - che supera le programmazioni dei vari settori a vantaggio di un testo unico con linee che toccano tutto il sistema dei beni culturali, cinema teatro biblioteche musei, secondo una logica complessiva, di sinergie tra Province e Comuni». E Cocchi raccoglie il passaggio del testimone: «Sarò silenzioso e operoso anchio, per fare della cultura un punto di forza e attrazione, magari coltivando di più il rapporto tra pubblico e privati». Per far crescere uneredità che raccoglie accordi e finanziamenti che coinvolgono un patrimonio che conta 553 musei, 200 teatri, 2.300 edifici storici religiosi, 953 biblioteche, 4.000 castelli e fortificazioni, 450 aree archeologiche, per un totale di 30 mila occupati. Beni culturali. Risorse per 46 milioni di euro saranno destinate a 50 progetti di interventi: da quelli strutturali per il parco delle Cascine, il museo della Scienza, il Museo Pecci di Prato, la Fortezza Vecchia di Livorno, due cinema a Santa Fiora, al potenziamento delle dotazioni di volumi e video delle biblioteche, a installazioni di video-sorveglianza per tutelare il patrimonio storico-artistica. Il tutto tramite accordi di programma Regione, Governo-enti locali. Teatro. Tutto il sistema verrà riorganizzato nel triennio 2007-2009, e vedrà il Metastasio di Prato che oltre da essere teatro stabile regionale, svolgerà il ruolo centrale per la produzione, sperimentazione e promozione dei nuovi linguaggi, in collaborazione con la Fondazione Toscana spettacolo e secondo il piano siglato con 11 Province e Comuni e finanziato con 6 milioni di euro. Spettacoli-Cinema. Patti e intese con le Province, per sostenere manifestazioni come Italia Wave e Arezzo art festival, Carnevale di Viareggio e Radio toscana classica, oltre alla promozione regionale del Festival Gaber. La gestione del mondo del cinema e dei festival passa alla Mediateca regionale (che ha integrato Toscana film commission), a cui spetterà attivare accordi tra realtà toscane ed europee. Nel 2007 sono stati 6 i festival finanziati con 200 mila euro, mentre risorse per 120 mila euro andranno alle oltre 50 sale di essai regionali, oltre che alle imprese che operano nel settore cinema sul territorio toscano. Mostre. Oltre a partecipare con 1 milione di euro alla Fondazione Stozzi, la Regione si prepara alle celebrazioni di Galileo per il 2009, con la mostra "Macrocosmo" curata da Paolo Galluzzi dellIstituto e Museo della Scienza, e "Galileo e le arti" a Pisa. Altro anniversario, i 150 anni della nascita di Giacomo Puccini, mentre per larte contemporanea si punterà a rafforzare il sistema Stac che lega tutte le realtà operanti in regione, attivando anche collaborazioni con i privati.
TOSCANA "Un sistema unico per la cultura". Martini:così ho riorganizzato teatri, cinema, spettacoli e musei
Il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, ha concluso il suo mandato ad interim dopo un anno di attività. Il suo successore, Paolo Cocchi, ha promesso di continuare il lavoro di riorganizzazione e razionalizzazione del sistema culturale toscano, approvato dal piano integrato della cultura. Il piano prevede la creazione di un testo unico che unifichi le politiche culturali e finanziarie, con un focus sulla sinergia tra Province e Comuni. Cocchi ha anche promesso di aumentare il rapporto tra pubblico e privato, con l'obiettivo di far crescere un'eredità culturale che coinvolga 30.000 occupati e 553 musei, 200 teatri, 2.300 edifici storici religiosi e 953 biblioteche.
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