-------------------------------------------------------------------------------- Marco Dezzi Barbeschi, 72 anni, da 30 è professore di restauro architettonico al Politecnico. In che stato di salute versano le cascine di proprietà del Comune? «Sono malate. Alcune moribonde. Il rischio è che a furia di lasciarle allabbandono le cascine vengano inglobate e travolte dalla città in espansione. Per fortuna sono tutelate dai Beni Culturali, ma ci vuole uninversione di marcia». In che senso? «Nel senso di una riqualificazione profonda. Le cascine costituiscono la filigrana di Milano, sono la traccia della città agricola che sta sotto la metropoli. Se il Comune non ha soldi, indica bandi pubblici e le faccia restaurare. Se dai bandi i finanziamenti non arrivano, batta altre strade». Quali? «Coinvolga i privati, se necessario. Lasci fare ai costruttori, ma controllandoli. Se il pubblico non è vigile, sorgono gli obbrobri. Il sogno comunque rimane quello di affidarle alle associazioni nonprofit, in grado di raccogliere i fondi necessari al restauro da fondazioni e istituzioni». Lei ha mai visitato qualcuna di queste cascine lasciate al degrado? «Le conosco bene. Sono anni che, assieme ad altri colleghi del Politecnico, facciamo pressione sul Comune perché vari un piano organico di salvaguardia delle cascine. La prima mappatura delle cascine la ha fatta una mia studentessa: ancora negli anni Novanta il Comune non sapeva di essere proprietario di alcune delle strutture».