GROSSETO. Firma fatta per il Santi di Tito. È andata in porto la donazione del quadro "Madonna con bambino e San Giovannino", quadro seicentesco proveniente dalla collezione Luzzetti e diventato proprietà della città di Grosseto, senza alcun onere per il Comune. Il dipinto è già in mostra permanente al museo archeologico fin dall'inaugurazione dell'allestimento "Teatralità nel barocco fiorentino". La donazione è stata formalizzata nello studio del notaio Antonio Abbate e presentata ieri in conferenza stampa dal collezionista-antiquario Gianfranco Luzzetti, dal sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi e dal vicesindaco Lucia Matergi. Grande olio su tela di 167,5 x 144,5 cm, datato 1601 e dipinto dal pittore sansepolcrese che vi figura nell'iscrizione a bordo tela ("Santi Titi facierat"), nato nel 1535 e morto nel 1603, il dipinto è un regalo offerto alla città come "antipasto" del futuro lascito post portem. Mentre ieri Lucia Matergi citava i numeri della mostra, 3133 visitatori in totale, 670 paganti a biglietto pieno, 835 ridotto e 1628 gratuiti (per accordi regionali), il sindaco ha battezzato «con gioia» il nuovo arrivato. «Per me - dice - è un evento gioioso e positivo di cui tutta la città dovrebbe godere e ringraziare. Come Comune mi sento più che mai di ringraziare Gianfranco Luzzetti per la straordinaria occasione di crescita che sta offrendo alla città. Ma vorrei che tutta la città riconoscesse quel che le viene dato, perché è un regalo prezioso e non sempre se ne percepisce l'importanza. È la prima opera della collezione Luzzetti a entrare ufficialmente nel museo, e a stimolarci ulteriormente nella nostra idea di creare una pinacoteca a Grosseto». L'occasione è buona per stornare definitivamente i dubbi sollevati da un'interrogazione di Alleanza nazionale, che due mesi fa aveva colto anomalie in una delibera comunale, contestando la gratuità del quadro. Nell'atto amministrativo, An notava infatti come il Santi di Tito promesso in "regalo" sarebbe stato "acquisito a prezzo scontato" dal Comune, che avrebbe corrisposto a Luzzetti 85mila euro. Nessun regalo e apparentemente nessun benefattore, se Luzzetti avesse percepito 85mila euro. Subito dopo il Comune chiarisce come la delibera - probabilmente mal confezionata - sia stata una sorta di escamotage burocratico e un "formale slittamento di voce" con cui si impegnava sì a corrispondere 85 mila euro a Luzzetti, ma non per il quadro, quanto per le spese notarili del successivo lascito. Il quadro era gratuito. La contestazione della gratuità del quadro (che quindi non sarebbe stata un'operazione così "straordinaria" per il Comune, a sentire An e l'ex sindaco di Fi Antichi), si trasforma quindi nella contestazione di un atto amministrativo e in un errore burocratico sempre contestato all'amministrazione Bonifazi. Gli animi si scaldano e Luzzetti minaccia «veramente di far saltare tutto, Santi di Tito e lascito futuro». Non certo perché «i detrattori dell'operazione abbiano ragione e noi non abbiamo agito in perfetta buona fede - dice il collezionista - ma per l'amarezza e il rammarico di aver di fronte interlocutori politici di centrodetsra che hanno strumentalizzato il tutto, e si sono dimostrati incapaci di valutare il senso vero di un'operazione così cristallina, onesta e di grande valore». Appena rabboniti gli animi, la contestata delibera viene annullata, e Luzzetti - per non dar adito a dubbi infondati - decide di accollarsi anche le spese legali. Si firma quindi per una "donazione" pura, e si decide anche che quel che il Comune risparmia sulle spese legali per iul perfezinamento del legato testamentario (85 mila euro) venga reimpiegato per il riallestimento del museo, compresa la parte del museo d'arte sacra che la Curia vuol valorizzare di più. «A me non andrà un centesimo - chiarisce anche ieri Luzzetti - Per non dare sospetti sulla mia "poca generosità", che tanto disagio mi danno, ritiro anche quella cifra e mi accollo io quei soldi che saranno reinvestiti dal Comune per il miglioramento e il riallestimento della struttura». Luzzetti ha chiamato in causa più volte anche i giornalisti: «datemi una mano anche voi a far capire verità. Ho visto i troppi equivoci e le strumentalizzazioni politiche usate dal centrodestra. Ci leggo l'invidia, la gelosia nei confronti di un'amministrazione di centrosinistra che, a differenza dell'altra, dell'altro assessore alla cultura (Fulvia Perillo, ndc) e dell'avvocato Alessandro Antichi, si è mossa subito e ha intuito il valore di quello che sto offrendo alla mia città, nell'assoluto disinteresse e gratuità. Anzi, a dire il vero ci ho anche rimesso tanti soldi. E figuriamoci se volevo soldi dal Comune, non mi bastavano certo 85mila euro».
Luzzetti ha firmato la donazione Da ieri l'opera di Santi di Tito è della città di Grosseto
Il sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, ha presentato in conferenza stampa la donazione del quadro "Madonna con bambino e San Giovannino" al museo archeologico della città. Il quadro, seicentesco, è stato donato senza alcun onere per il Comune. Il dipinto è stato dipinto dal pittore sansepolcrese Santi di Tito e è stato donato come "antipasto" del futuro lascito post mortem. Il sindaco ha ringraziato il collezionista-antiquario Gianfranco Luzzetti per la donazione e ha affermato che il quadro è un regalo prezioso per la città. La donazione è stata formalizzata nello studio del notaio Antonio Abbate e il quadro è già in mostra permanente al museo.
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