Il Getty Museum restituirà all'Italia quaranta oggetti. Ma l'Atleta di Lisippo, la statua in bronzo attribuita allo scultore preferito da Alessandro Magno, resta, per il momento, fuori dall'intesa. «Un accordo di valore storico», lo definisce il vicepremier e ministro per i Beni e le attività culturali Francesco Rutelli. Si è atteso sino all'ultimo minuto e alla fine si è sciolto l'ultimatum che Rutelli aveva posto alla direzione del Paul Getty Museum circa la restituzione delle opere italiane illecitamente esposte nel museo californiano: «Se entro luglio non avremo una risposta, col Getty è rottura», aveva detto il ministro. L'attesa non è stata vana, e se precedentemente il Museo di Malibu aveva intenzione di restituire, su 52 oggetti reclamati, soltanto 23, la trattativa italiana ha fatto alzare la posta. Quaranta oggetti saranno così trasferiti nei prossimi mesi, secondo un calendario che sarà deciso nei prossimi giorni da tecnici italiani e statunitensi. E fra questi oggetti tornerà finalmente a casa, ma non subito, la «Statua di culto di una Dea», detta «Venere» di Morgantina. L'accordo con il direttore del Getty, Michael Brand, prevede la restituzione dell'opera nel 2010. Fino a allora la meravigliosa opera trafugata in Sicilia rimarrà esposta nel museo con, si presume, una targa che ne attribuisce la proprietà italiana. Alta due metri, in tufo calcareo e marmo, ha almeno 2400 anni; fu acquistata dal Getty nel 1988 per la cifra di 18 milioni di dollari. Riguardo a «la statua di un giovane atleta vittorioso», ossia il Lisippo, Getty e MiBac hanno invece concordato «di rinviare ulteriori discussioni alle risultanze del procedimento legale in corso a Pesaro». Pescata nelle acque di Fano, nelle Marche, il Getty contesta che le acque erano, invece, internazionali. L'accordo prevede inoltre la possibilità di ristabilire «un'ampia collaborazione culturale che includerà prestiti di opere d'arte significative, mostre congiunte, ricerca di progetti di conservazione e di restauro». Entrambe le parti si dicono soddisfatte che, dopo un lungo e complesso negoziato, si sia raggiunto un accordo. E chissà se la mostra in programma al Getty per il 2009 su Gian Lorenzo Bernini non abbia avuto un ruolo determinante per la chiusura della trattativa. Senza i prestiti italiani, senza la possibilità di consultare i nostri archivi, per il museo diretto da Bard sarebbe stato quanto meno difficoltoso organizzare l'esposizione. Si chiude dunque con una vittoria, soprattutto per la possibilità che si torni a rinegoziare per la restituzione del Lisippo, la battaglia che il Ministero ha portato avanti dal 23 novembre scorso. «L'Italia porta avanti una politica coerente sia quando chiede di restituire bemi culturali sia quando, a sua volta, li restituisce», sottolinea Rutelli. È il caso dei reperti ritrovati dai carabinieri in un mercato a Monza e restituita al Pakistan due settimane fa. «La perseveranza e il coraggio del ministro Rutelli sono stati alla fine premiati. - commenta il presidente della Provincia di Firenze - L'accordo è molto importante per l'Italia, perché si recupera un grande numero di preziosi testori del nostro patrimonio artistico. Prima che un caso giudiziario, era una questione di carattere etico-culturale». Per il parlamentare dell'Ulivo Ferdinando Latteri, siciliano, «quello di ieri è stato un grande risultato. Mi fa piacere, in particolare, che tra le opere che ritorneranno vi sia la Venere di Morgantina, reperto di grande pregio e bellezza». Soddisfatto anche Ermete Realacci, deputato della Margherita: «È una bella notizia per il nostro paese. L'accordo del Governo con il Getty Museum fa finalmente tornare in Italia una parte consistente del nostro patrimonio culturale». Questo lieto fine, aggiunge Realacci, è solo la punta dell'iceberg di un fenomeno, quello del traffico illecito di opere d'arte, che nel nostro paese rappresenta un'aggressione vera e propria nei confronti del patrimonio artistico e archeologico: secondo i dati del rapporto Ecomafia di Legambiente, solo nel 2006 sono stati infatti trafugati in Italia più di 143mila reperti archeologici da scavi clandestini e oltre 1200 opere d'arte.
ACCORDO CON IL MINISTERO Il Getty cede: torna Venere Lisippo attende
Il Getty Museum di Los Angeles ha accettato di restituire 40 oggetti italiani illecitamente esposti nel museo californiano. L'accordo è stato raggiunto grazie ai negoziati del vicepremier e ministro per i Beni e le attività culturali Francesco Rutelli. Tra gli oggetti restituiti ci sono la Statua di culto di una Dea, detta Venere di Morgantina, che tornerà in Italia nel 2010. La restituzione dell'opera è stata possibile grazie alla possibilità di ristabilire una collaborazione culturale tra l'Italia e il Getty Museum. L'accordo prevede anche la possibilità di prestiti di opere d'arte significative e mostre congiunte.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo