DISCUTERE e confrontarsi prima di prendere decisioni, per risparmiare tempo (e denaro) e, soprattutto, favorire la partecipazione dei cittadini. La Regione Toscana è la prima in Italia a mettere a punto una proposta di legge "ad hoc", pensata per aprire le istituzioni ai residenti, stranieri compresi, in vista della realizzazione di grandi opere (da strade a impianti) o interventi in settori di interesse collettivo. Si cambia registro insomma, ribaltando il processo in cui la discussione arriva dopo le scelte e sfocia magari in conflitti che bloccano i lavori: dunque stop ai ritardi, alla preparazione di progetti che non verranno realizzati, alla comunicazione 'a cose fatte'. Senza sostituire gli organi democraticamente eletti, ma puntando sulla condivisione. «Casi come quello di Monticchiello - ha detto il presidente Claudio Martini -ma anche vicende come quella del corridoio tirrenico o del gassificatore o degli inceneritori avrebbero preso una piega diversa ». Strumenti chiari e tempi certi: il cardine della legge sulla partecipazione è l'istituzione di un'authority, un garante indipendente eletto dal consiglio regionale e scelto in una lista di studiosi ed esperti formata attraverso un avviso pubblico. Gestirà il confronto,nominando i responsabili dei vari progetti. Due le strade possibili: in caso di interventi di grande impatto si potrà aprire un Dibattito pubblico regionale; se invece è in ballo un progetto di dimensione locale la forma sarà quella di un Processo partecipativo. Sei mesi la durata massima della discussione (salvo un'unica proroga di 3), che potrà essere richiesta da enti locali, cittadini (lo 0,5 dei residenti in Toscana con 16anni di età per il dibattito regionale, mentre a livello locale il numero varia a seconda dell'ampiezza del territorio interessato), ma anche enti pubblici e privati coinvolti nella realizzazione. A quel punto la decisione spetta al garante, entro 45 giorni. E il confronto sarà all'insegna dell'informazione: dall'uso dell'internet e dei blog ai forum tematici, fino agli incontri con esperti e alla discussione tra i cittadini, con town meeting e giurie. Il tutto a partire da un arobusta base di documentazione tecnica condivisa. «La partecipazione - continua Martini - è sinonimo di democrazia quando consente a ciascuno di avere tutti gli elementi per conoscere, valutare ed esprimere le proprie opinioni prima che venga presa una decisione». In tutti e due i sensi, dice il presidente, «anche quello che oggi consente a minoranze di ostacolare le scelte delle maggioranze e ritardare in maniera esasperante la realizzazione di importanti opere pubbliche ». Il passo successivo, alla chiusura del confronto, è la stesura di un rapporto con le proposte conclusive, che verrà pubblicato dall'authority entro 3 mesi; nel frattempo chi lo ha proposto potrà modificarlo o rinunciare. La Regione ha stanziato un milione di euro per il 2008: risorse che permetteranno di finanziare la sperimentazione di 2-3 dibattiti pubblici e di una quarantina di progetti locali. «Risparmieremo tempo e denaro - conclude l'assessore alle riforme, Agostino Fragai - e non daremo spazio alla politica del rinvio che è la negazione della democrazia». La legge è stata approvata dalla giunta e in settembre approderà in consiglio regionale: fra5anni si farà il punto sui risultati, per riconfermarla. il lavoro è iniziato nel gennaio2006, con incontri e seminari, che hanno coinvolto istituzioni, giuristi, parti sociali e studiosi. Un confronto culminato nel Town Meeting a Carrara, cui hanno partecipato 500 persone per discutere l'impostazione della legge.