Dopo due anni di trattative difficili e battaglie mediatiche, il Getty restituirà all'Italia 40 reperti archeologici dei 46 rivendicati (non erano 52 come all'inizio) perché ritenuti illegalmente acquisiti. Inclusi pezzi forti come i due grifoni policromi che divorano un'antilope di 2.500 anni fa e l'Afrodite (o Venere) di Morgantina (o la «dea», come la chiamano gli americani), la statua in marmo alta due metri del V secolo avanti Cristo trafugata illegalmente nella località siciliana e che il museo losangelino aveva già promesso di riconsegnare. L'istituto californiano riconosce quindi formalmente la provenienza non proprio «pulita» di quei pezzi. Ma sul Lisippo, l'atleta in bronzo pescato una quarantina d'anni fa al largo delle acque di Fano e altro pezzo forte delle rivendicazioni italiane, se ne dovrà riparlare. Era lo scoglio su cui si erano incagliate le trattative e non lo scoglio non è stato superato. Il ministro per i beni culturali Francesco Rutelli aveva minacciato una «guerra» culturale con blocco di ogni collaborazione se non si arrivava a un accordo entro luglio e ieri, 31 luglio, l'intesa con il direttore del Getty Michael Brand è arrivata. Prevede prestiti di opere importanti,mostre congiunte, ricerche e progetti di restauro insieme, elementi che segnano l'incontro non di amorosi sensi ma di faticosi negoziati comunque arrivati in porto. Rutelli definisce l'accordo «storico», e lo è nel senso che è riuscito a espugnare quella che appariva la fortezza più inespugnabile e meno disposta a trattare: altri musei, come il Fine Arts di Boston e il Metropolitan di New York si sono dimostrati molto meno coriacei. D'altronde il processo a Roma a Marion True, ex curatrice del Getty, con foto e testimonianze ha portato molta acqua al mulino dell'accusa italiana. Eppure anche il J. Paul Getty Trust può dire di aver ceduto senza essere umiliato. Salva il prestigio. E sul contesissimo Lisippo che per i californiani è stato pescato in acque internazionali, mentre per ministero e carabinieri italiani è stato esportato illegalmente? Siccome a Pesaro è in corso un'inchiesta scattata da un esposto dell'associazione culturale marchigiana delle Cento città, i legali italiani e californiani rinviano il destino dell'atleta greco all'esito del processo. Intanto la procura di Pesaro ha chiesto di confiscare la statua per i reati di contrabbando ed esportazione clandestina: il giudice delle indagini preliminari deve pronunciarsi, ma deve decidere anche sulla richiesta di archiviazione di tutti i reati contestati agli indagati i quali, per inciso, sono quasi tutti morti. E i tempi di restituzione? L'Afrodite non torna subito, rimane in mostra a Los Angeles fino al 2010. Degli altri39reperti accordati, il ministero sta sul vago mentre Brand spiega che conta di spedire tutto entro l'anno, anche se la delicatezza dei pezzi impone cautela e quindi ragioni tutte tecniche. «Siamo molto soddisfatti - commenta il direttore del Getty - È stato duro arrivare all'accordo ma siamo arrivati a un'intesa che riteniamo giusta e ragionevole. Sono inoltre contento di iniziare un periodo di collaborazione culturale con il ministero, il che è una parte molto importante dell'accordo. Finisce un periodo difficile».
40 pezzi facili: il Getty restituirà anche la Venere
Il Getty Museum di Los Angeles ha deciso di restituire 40 reperti archeologici all'Italia, tra cui due grifoni policromi e l'Afrodite di Morgantina, che furono trafugati illegalmente. L'accordo è stato raggiunto dopo due anni di trattative difficili e battaglie mediatiche. Il ministro per i beni culturali Francesco Rutelli aveva minacciato una guerra culturale con il Getty se non si arrivava a un accordo entro luglio. L'accordo prevede prestiti di opere importanti, mostre congiunte, ricerche e progetti di restauro insieme. Il processo a Marion True, ex curatrice del Getty, ha portato molta acqua al mulino dell'accusa italiana.
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