Riuscirà il grande cuore del pubblico televisivo (quello che nei sondaggi vede nelle tasse il nemico numero uno ma è poi pronto ad aprire più o meno generosamente il portafoglio di fronte alle immagini videotrasmesse di sciagure naturali e non) a donare un futuro alla disastratissima casa di Augusto al Palatino e ad altri sei importanti siti culturali in pericolo? Intorno a questa «sfida» {come è stata descritta nella presentazione ieri} nasce «Maratonarte», una campagna di raccolta fondi lanciata dal ministero dei beni culturali insieme alla Rai. «Sette missioni possibili», le ha definite il ministro della cultura Rutelli, assicurando che per la prima volta «ogni cittadino potrà scegliere cosa finanziare e poi verificare a cosa è servito quello che ha donato», anche se (stranamente) l'iniziativa non prevede l'opzione «soddisfatti o rimborsati». Per accentuare l'aspetto spettacolare di «Maratonarte», ognuna delle «sette meraviglie» in pericolo avrà diritto al suo testimonial: per la Casa di Augusto sarà Claudio Baglioni, e poi Claudia Cardinale per la Città Fenicia di Sulky a Sant'Antioco in Sardegna, Gabriella Pession peri giardini reali di Racconigi a Cuneo, Michele Placido per il villaggio medievale di S. Maria del cedro a Cosenza, Andrea Bocelli per il museo tattile «Omero» di Ancona, Riccardo Muti per l'istituzione dell'accademia del restauro degli strumenti antichi a Cremona e infine Luca Zingaretti per il treno-museo del Val di Noto a Ragusa. Il via a settembre, con una campagna sulle reti Rai, cui seguirà nel week end tra il 5 ed il 7 ottobre, la maratona tv che, inutile dirlo, coinvolgerà sponsor e aziende, oltre a quattro gestori della telefonia. Il peggio, però, ha da venire: «Per ora è un esperimento» ha infatti detto Rutelli, ma se l'idea funziona, dal prossimo anno saranno gli italiani a scegliere cosa salvare con un concorso in giro per il paese, «Arte à la carte», insomma.