Conto alla rovescia per la figura del city-manager della soprintendenza archeologica di Pompei. Allo scadere del contratto di direttore amministrativo di Luigi Crimaco e in attesa della nuova normativa prevista dal disegno di legge sull'accorpamento della soprintendenza pompeiana con quella di Napoli e Caserta, i poteri passano nelle mani del soprintendente Pietro Giovanni Guzzo. Nelle ore che hanno preceduto la scadenza del contratto si vociferava dell'arrivo di una proroga per l'attuale manager fino al dicembre prossimo. Proroga che fino ad ora non è ancora arrivata. «C'è tanto da fare - dice Luigi Crimaco, lasciando trapelare una nota di amarezza - ed è normale che mi auspichi che dal Ministero giunga un rinvio della scadenza del mio mandato perché gli impegni per rilanciare l'attività della soprintendenza sono numerosissimi: venendo meno la figura manageriale la macchina amministrativa subirà un dannoso stand-by. Mi dispiacerebbe perdere l'incarico quando, dopo un duro lavoro di tre anni, ora si incominciano a vederne i frutti. Vivo l'attesa con tranquillità e spero di avere quanto prima una risposta per capire cosa devo fare». La figura del city-manager è stata introdotta nell'ottobre del 1997 con l'entrata in vigore della legge 352 che ha dotato la soprintendenza di Pompei di autonomia. Il primo marzo del 1998 si insediò il primo city-manager, l'emiliano economista Giuseppe Gherpelli, seguito dal generale dell'aeronautica Giovanni Lombardi e quindi dall'archeologo Luigi Crimaco. Al direttore amministrativo competono l'adozione dei provvedimenti di attuazione del programma e del bilancio di previsione, ivi compresi gli atti di impegno e di spesa e la cura del personale. La nomina del manager spetta al ministro per i Beni e le Attività Culturali ed è affidato ad un soggetto estraneo all'amministrazione con contratto triennale di diritto privato.