Venezia La commissione di Salvaguardia concede il via libera ai cantieri del Mose contestati dalla Commissione europea, che ha avviato una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia. Per il commissario all'Ambiente Stavros Dimas i cantieri per la costruzione dei cassoni andrebbero contro alcune direttive comunitarie sulla protezione degli animali e degli ecosistemi. Ieri, la questione dei cantieri impattanti di Malamocco è finita all'ordine del giorno in commissione di salvaguardia, la quale ha dato il via libera con tredici voti favorevoli su 18. «Mai vista una cosa del genere - tuona Stefano Boato, rappresentante in commissione del Ministero dell'Ambiente - hanno fatto una sanatoria che è proibita dalla legge nelle zone vincolate. E la Soprintendenza sembra aver fatto finta di non vedere». Da palazzo Ducale, la Soprintendenza replica dicendo di aver semplicemente applicato la legge ad un caso specifico sotto esame che, fino a prova contraria, è un manufatto provvisorio che sarà demolito. Anche se sia Boato che il rappresentante della minoranza in Consiglio regionale, Piergiorgio Fassini, sostengono che difficilmente potrà avvenere un ripristino dopo un'operazione di quel tipo, con 15 ettari coperti di cemento, la Soprintendenza risponde che aveva sollevato il problema otto mesi prima e aveva chiesto il parere dell'Avvocatura dello Stato. La quale, pur non ravvisando la necessità del parere paesaggistico per un intervento temporaneo, aveva sostenuto l'opportunità di una valutazione in sede di commissione.
Venezia - La commissione di Salvaguardia concede il via libera ai cantieri del Mose
La commissione di Salvaguardia ha dato il via libera ai cantieri del Mose a Venezia, contestati dalla Commissione europea. I cantieri, che coinvolgono la costruzione di cassoni, sono stati avviati nonostante alcune preoccupazioni sulla protezione degli animali e degli ecosistemi. La Soprintendenza ha applicato la legge in un caso specifico, ma la minoranza in Consiglio regionale sostiene che il ripristino non sarà possibile. La Soprintendenza risponde che aveva sollevato il problema otto mesi prima e aveva chiesto il parere dell'Avvocatura dello Stato, che aveva sostenuto l'opportunità di una valutazione in sede di commissione.
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