SEMINASCOSTA tra altre rovine sul pendio meridionale del Palatino che si affaccia sulla spianata del Circo Massimo la Casa di Augusto è probabilmente il monumento più suggestivo e importante, ma anche meno noto dell'area archeologica centrale di Roma. Un dedalo di sale collegato ai resti del vicino tempio di Apollo e della domus di Livia, che racchiude anche lo studiolo dell'imperatore. Fascinoso perché custodisce un ciclo d'affreschi e decorazioni tra i più preziosi e meglio conservati dell'epoca: una tavolozza unica di colori, intarsi di stucco, motivi iconografici e ornamentali. Di enorme valore storico, perché con le sue ridotte dimensioni e la sua assenza di sfarzo, evidenti al confronto con i palazzi di altri successori, racconta una fase della vita di Roma in cui il potere imperiale era fondato sul prestigio del primo imperatore e non sull'ostentazione della sua natura divina. Eppure sconosciuto, perché da anni non è aperto al pubblico: troppo delicati e bisognosi di cure gli apparati decorativi, troppo onerosi e complessi gli interventi per sottrarlo al degrado, tenendolo aperto. A questo capolavoro della Roma antica offrirà finalmente restauri e riscatto un'operazione condotta in collaborazione con la Rai e presentata ieri dal ministro Francesco Rutelli, dal presidente della Rai Petruccioli e dal direttore generale Cappon. Maratonarte, l'hanno ribattezzata, evocando con questo titolo la formula e la fortuna di altre iniziative di raccolta fondi per il cancro e altre malattie che la Rai ha condotto. Come nelle maratone di Telethon la campagna di rastrellamento delle offerte seguirà le stesse modalità (Internet, sms, versamenti su conto corrente, sponsorizzazioni). Si svolgerà in tre giorni dal 5 al 7 ottobre. E sarà preceduta da un intenso battage promozionale che partirà a metà settembre e invaderà i palinsesti delle tre reti pubbliche. Un martellamento di spot, testimonianze, visite guidate, storie calibrate per una platea di non iniziati, che si concentrerà su sette diverse situazioni, scelte dal ministero della Cultura ad esemplificare i tanti versanti e la capillare distribuzione dei luoghi, su cui la sua azione di tutela e rilancio si esplica. Accanto alla Casa di Augusto figurano altri sei siti, altrettanto bisognosi di interventi di riqualificazione e salvaguardia, fino ad oggi rinviati per mancanza di soldi. C'è la stupenda necropoli fenicia di Sulky sull'isola di S.Antioco: un labirinto di grotte e luoghi sotterranei di culto nascosto sotto case e chiese del paese. I giardini della residenza sabauda di Racconigi, da tempo in attesa di un restauro che ripristini il disegno e le essenze della serra e del parco. Il villaggio medievale di S.Maria del Cedro in provincia di Cosenza, scrigno di monumenti e riti di varie confessioni. Un museo di Ancona, unico nel suo genere, che raccoglie come un manuale di storia dell'arte, modelli e copie di capolavori che i non vedenti possono studiare e ammirare a tatto. Un'accademia di Cremona specializzata nel restauro di strumenti antichi. E infine l'idea di ripristinare un trenino dismesso che collega tutti i centri barocchi della Val di Noto. Ad ogni luogo è abbinato un personaggio scelto come testimonial. Da Claudio Baglioni, padrino della Casa di Augusto, ad Andrea Boccelli che si batterà per il museo dei ciechi, da Claudia Cardinale, nata a Tunisi, cioè in terra fenicia che spenderà la sua voce per S.Antioco, a Luca Zingaretti, indimenticabile commissario Montalbano che sponsorizzerà luoghi e città dove la serie televisiva è stata ambientata.