Ribera. La Chiesa Madre di Ribera, riaperta al culto una decina d'anni fa, dopo il rovinoso crollo del 1969, ritorna all'antico splendore grazie al restauro delle sue opere d'arte. L'arciprete don Pasqualino Barone ha fatto collocare nel più importante luogo di culto riberese le due grandi tele, restaurate dalla Soprintendenza di Agrigento, grazie ad un finanziamento della Regione. Si tratta della pala della «Natività» e della grande tela raffigurante San Nicola protettore e patrono di Ribera, L'Immacolata e San Pallegrino, ambedue sistemate nel presbiterio, la prima a destra e la seconda a sinistra, entrando in chiesa, a fianco dell'altare centrale. Le due opere (la seconda racchiude nei personaggi rappresentati nella tela la nascita e le origini di Ribera datate nell'anno 1636) sono state opportunamente restaurate dall'architetto Mazzaglia di Corleone, a cui la Soprintedenza ha affidato l'incarico. Per l'occasione è stato pure restaurato e riportato ai colori originari il trittico composto dalle statue della Madonna del Rosario, di San Domenico e di Santa Caterina, nonché i veneratissimi simulacri del Crocifisso e dell'Immacolata, le cui festività e processioni ricadono rispettivamente il 3 di maggio e l'8 dicembre di ogni anno. E. M.
Ribera, restaurate le due tele danneggiate dal crollo del 1969
Ribera. La Chiesa Madre di Ribera, riaperta al culto una decina d'anni fa, dopo il rovinoso crollo del 1969, ritorna all'antico splendore grazie al restauro delle sue opere d'arte. L'arciprete don Pasqualino Barone ha fatto collocare nel più importante luogo di culto riberese le due grandi tele, restaurate dalla Soprintendenza di Agrigento, grazie ad un finanziamento della Regione. Si tratta della pala della Natività e della grande tela raffigurante San Nicola protettore e patrono di Ribera, L'Immacolata e San Pallegrino, ambedue sistemate nel presbiterio, la prima a destra e la seconda a sinistra, entrando in chiesa, a fianco dell'altare centrale. Le due opere (la seconda racchiude nei personaggi rappresentati nella tela la nascita e le origini di Ribera datate nell'anno 1636) sono state opportunamente restaurate dall'architetto Mazzaglia di Corleone, a cui la Soprintedenza ha affidato l'incarico. Per l'occasione è stato pure restaurato e riportato ai colori originari il trittico composto dalle statue della Madonna del Rosario, di San Domenico e di Santa Caterina, nonché i veneratissimi simulacri del Crocifisso e dell'Immacolata, le cui festività e processioni ricadono rispettivamente il 3 di maggio e l'8 dicembre di ogni anno. E. M.
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