La dichiarazione è a sorpresa. Se non altro perché in obiettiva sintonia con le prese di posizione dei consiglieri di An nei Municipi IV e XII. E tocca il delicatissimo nervo scoperto dei nuovi centri commerciali previsti intor-noalla città. «Noi siamo il comune più grande d'Europa dal punto di vista agricolo», dichiara infatti la vicesindaco MariaPia Garavaglia, «abbiamo approvato delibere per avviare la costruzione di case popolari. Per quanto riguarda il cemento dei centri commerciali, il sindaco Walter Veltroni ha percepito con raccapriccio la nascita di nuovi centri commerciali intomo alla cultura di Roma che precedono l'attuazione del nostro piano regolatore. Io credo che i romani in questo caso vedranno la parola fine su queste colate di cemento». Ma come? Prima i nuovi centri commerciali vengono inaugurati e poi si cerca di affondare quelli prossimo-venturi? «Credo che la dichiarazione della vicesindaco della nostra città sullo scempio perpetrato all'urbanistica cittadina con la costruzione dei megacentri commerciali sia arrivata troppo tardi», dichiara senza mezzi termini il consigliere comunale di An Samuele Piccolo, «adesso che sono nati come funghi e che hanno contribuito ad affogare di traffico le già degradate periferie romane, la nostra seconda cittadina si accorge dello scempio edilizio perpetrato nella Capitale e ci informa che lo stesso sindaco avrebbe "percepito con raccapriccio" la nascita di nuovi centri commerciali». Ma Piccolo va oltre: «Strano, però, che alle inaugurazioni di quegli stessi centri, che oggi sono sotto accusa, erano presenti, quasi sempre, i maggiori esponenti politici cittadini. Se non li volevano potevano benissimo bocciare le nuove aperture oppure non partecipare al loro battesimo. Ricordo che proprio sabato scorso si è inaugurata la megastruttura della Bufalotta che tanti problemi al traffico ha provocato, che analoga situazione si era verificata cinque mesi or sono con l'apertura del centro di Lunghezza e che l'ultima creatura, figlia del cemento, è in via di ultimazione all'incrocio della Colombo con viale Oceano Pacifico». E poi la sapida conclusione di Piccolo: «Quindi, una dichiarazione giunta fuori tempo massimo, con le colate di cemento che si sono appropriate di buona parte dell'hinterland romano, territorio che poteva essere invece destinato alla costruzione delle case popolari». Case popolari, ma anche mobilità. Eproprio Mauro Calamante, titolare del settore in giunta comunale, riconosce che i problemi ci sono, eccome. «Il punto cruciale è far convenzionare questi nuovi progetti con le infrastrutture del trasporto», dice a "Libero", «dalle strade ai parcheggi che così come sono ipotizzati saranno solo per le nuove strutture private e basta». Ma il megacentro della Bufalotta? « Ci si potrebbe anche arrivare con il prolungamento della linea della Metro: ma qui si parla di investimenti nell'ordine dei cinquecento milioni di euro». Intanto, l'azione politica di An sul territorio non si ferma. Anche perché proprio oggi «il consiglio del Municipio XLI discuterà una mozione presentata da An nella quale si chiede di non procedere all'apertura del mega centro commerciale dell'Eur-castellaccio "Europa 2", prevista per marzo 2008, finché non sono realizzate le infrastnitture necessarie», denunciano all'unisono Andrea De Priamo e Marco Scotto Lavina, «in particolare si chiede l'avvìo immediato dei lavori per il cosiddetto Svincolo degli Oceani, opera fondamentale per limitare i flussi di traffico che si determineranno con l'apertura del centro commerciale e degli uffici del Castellaccio. Ebbene, il presidente del Municipio XLI deve prendere unaposizione chiara». Qualche giorno fa, era toccato infine al vice presidente vicario del Consiglio provinciale di Roma Bruno Putrella, anche lui di Alleanza nazionale: «In poche ore ieri (lo scorso 25 luglio, ndr) si è prodotta la totale paralisi del traffico su via della Bufalotta, via delle Vigne Nuove e strade limitrofe, con ripercussioni anche sul Raccordo anulare di Roma, creando gravi disagi a gran parte degli abitanti e non solo del Municipio IV, L'apertura di nuovi siti commerciali non può prescindere dalla preventiva creazione di collegamenti viari adeguati, in considerazione dell'imponente numero di visitatori delle strutture. Invito aprovare a raggiungere il quartiere, con mezzi propri, figuriamoci a settembre con la ripresa di tutte le attività dopo la pausa estiva e la riapertura delle scuole, piogge permettendo...».