Privilegi . LA REGIONE CON IL PIANO DI INDIRIZZO TERRITORIALE HA BLOCCATO L'EDILIZIA Una volta rispondendo ironicamente ad Antonello Trombadori che lo sollecitava a prendere la tessera del Pci, Ennio Flaiano, che era suo amico, gli rispose: «Appartengo al ceto medio, non sono sufficientemente ricco per diventare comunista». La battuta salace del grande scrittore torna alla mente per sottolineare quanto avvenuto in queste settimane in Toscana. Alla fine i radical chic hanno vinto, la Tuscany come la chiamano gli estimatori di mezzo mondo diventa il primo parco naturale protetto per ricchi di sinistra che non vedranno intaccare i panorami delle loro lussuose residenze dai condomini di quei fastidiosi borghesi che pretendono di poter acquistare un appartamento a trecentomila euro e magari mettere su famiglia. La lunga polemica, partita un anno fa a Monticchiello, per un insediamento abitativo autorizzato dal comune di Pienza (appena 95 abitazioni), e che ebbe come capofila il professor Alberto Asor Rosa, si può dire che ha avuto un epilogo con il varo del Pit. Una sigla che non è il nome di un cane per signora, ma sta per "Piano di indirizzo territoriale" col quale la Regione mette il cappio ai comuni e impone un rigido controllo su ogni futura possibilità di intervento. Come spiega lo stesso presidente della commissione Territorio della Regione «ogni previsione sarà soggetta alla più rigorosa valutazione integrata della Regione». Non solo, bisogna contrastare «ogni deregulation territoriale». Da anni la Toscana è stata oggetto di una folle corsa del prezzo degli immobili, fenomeno che ha penalizzato poco i ricchi provenienti da mezzo mondo, e quelli radical chic nostrani, ma ha colpito duramente l'aspirazione a una casa dei locali, soprattutto se giovani. Di fatto il Pit fotografa lo status quo: chi è dentro è dentro, chi ha casa, ha casa. La polemica assurta finanche alle colonne di Le Monde ed El Pais si chiude qui. Unico inconveniente per la regione Toscana, l'aver scelto come testimonial l'ex ministro socialista della cultura il francese Jack Lang. Per decenni è stato un'icona della sinistra, la Regione Toscana lo ha scelto e deve tenerselo anche se lui appena l'8 luglio scorso è passato dalla parte del destrosissimo Nicolas Sarkozy.