Nacque a Taranto ma Napoli fu la sua terra di adozione Polemista impietoso con gli stupidi -------------------------------------------------------------------------------- Ventanni fa moriva un eccellente napoletano di adozione, Roberto Pane. Architetto, storico dellarchitettura e teorico del restauro di rilevanza europea, saggista rigoroso e sempre non convenzionale, pittore apprezzato, fotografo perspicace, polemista armato di sapida intelligenza e sarcasmo, implacabile con gli stupidi, caposcuola temuto e venerato più che amato. Ha fatto battaglie memorabili contro la speculazione edilizia a Napoli nel periodo laurino. Non ci manca, perché i suoi studi sono ancora oggi riferimento primario per gli architetti, perché la sua predicazione a favore della città storica e del paesaggio e il suo nitido argomentare volterriano sono entrati nel nostro costume culturale, hanno informato generazioni di architetti e studiosi. Un autorevole gruppo di suoi allievi ne alimenta, con merito, lo stile storiografico e il metodo di lavoro. Era nato a Taranto nel 1897 da famiglia operaia. Il padre Francesco era capo officina alla Navalmeccanica. Trasferitosi a Napoli, frequenta il liceo Genovesi e svolge apprendistato artistico nello studio di Vincenzo Gemito. Si laurea in Architettura a Roma nel 1922, entra in Soprintendenza archeologica ove lavora con Amedeo Maiuri. Comincia a frequentare casa Croce dagli anni Quaranta; aderisce poi al Partito dAzione di Parri, Lussu, Salvemini e Calogero. Liberali e azionisti sono incompatibili ma Pane li ricompone in una personalissima sintesi. Più tardi, condivide lutopica avventura politica di Adriano Olivetti e della sua Comunità che adotta il pensiero radicale americano sulla città di Mumford. Ancora dopo, e siamo nella seconda metà degli anni Sessanta, si avvicina alle idee di Adorno e Horkheimer e si schiera - inaspettatamente, ma solo per chi non ne ha inteso spirito e carattere - con gli studenti che rivendicano una radicale riforma della società e delluniversità in particolare. Studia Jung e propone una inedita quanto stimolante istanza psicologica per la conservazione dei beni culturali. Fiuta il nuovo ovunque si annidi e con coraggio, talvolta con generosità eccessiva, se ne appropria, lo cala a piene mani nelle sue ricerche, ne fa oggetto di proselitismo. Viaggia per motivi di studio in quasi tutto il mondo, Cina e Unione Sovietica comprese, in anni di guerra fredda; da ognuno di questi, trae libri e mostre, convegni e cortometraggi amatoriali. Riceve incarichi in importanti commissioni ministeriali, milita attivamente in Italia Nostra. Nel 1964 scrive con Piero Gazzola la Carta di Venezia, che innova e migliora la precedente Carta di Atene del 1931. Lega così il suo nome a un evento culturale e scientifico di rilevanza mondiale. Antico e nuovo nei centri storici possono e devono coesistere, vi deve essere continuità, dice e scrive mille e mille volte. Polemizza su questo punto con Brandi, Benevolo, Cederna e Zevi, fautori duna separazione tra la città della storia e quella della contemporaneità. Gli sviluppi successivi e gli esiti attuali sembrano dargli ragione. Sul piano operativo della tutela, redige con Piccinato il Piano Territoriale Paesistico della penisola sorrentino-amalfitana approvato nel 1987. Vezio De Lucia ha di recente riconosciuto che senza questo piano, il territorio, pur pesantemente compromesso, sarebbe stato totalmente occupato dalla protervia della speculazione edilizia. La cultura della conservazione italiana e internazionale gli deve molto, Napoli e la Campania ancor di più perché con lui è nata la nostra azione a difesa dei centri storici urbani, dellambiente e del paesaggio. È questo il Roberto Pane che occorre ricordare al grande pubblico a ventanni dalla scomparsa, lintellettuale impegnato in battaglie di civiltà e di cultura. La definizione di intellettuale impegnato non è più di moda, ma i due termini gli appartengono fino in fondo perché fece dellintelletto la sua arma più affilata e dellimpegno una sorta di religione. Laltro Roberto Pane, lo studioso, lautore di decine di libri, di centinaia di saggi, di fondamentali sistematizzazioni storico-critiche non è stato mai dimenticato.
ROBERTO PANE - Tutte le battaglie di un caposcuola
Roberto Pane è stato un intellettuale napoletano di adozione, nato a Taranto nel 1897. È stato architetto, storico dell'architettura, teorico del restauro e saggista. È stato anche pittore, fotografo e polemista. Ha fatto battaglie contro la speculazione edilizia a Napoli e ha scritto sulla necessità di conservare i centri storici urbani. Ha partecipato a importanti commissioni ministeriali e ha legato il suo nome a eventi culturali e scientifici di rilevanza mondiale. È stato un importante studioso e autore, e la sua eredità continua a essere ricordata e celebrata. È morto ventanni fa, ma la sua opera continua a essere studiata e apprezzata.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo