Guardare «ogni brano d'Italia come teatro di una storia senza interruzioni», dove «l'opera d'arte costituisce un elemento integrante»: questo insegnamento di Fedcrico Zeri fa da traccia alla motivazione con cui il Premio intitolato al grande storico dell'arte - per lo studio e la tutela del patrimonio culturale italiano - è stato assegnalo a Salvatore Settis, ieri mattina, in Campidoglio. Archeologo classico, direttore della Normale di Pisa, accademico dei Lincei, Settis «ha potuto vedere quanto stratificato e complesso sia un patrimonio come quello italiano in cui il passato si rivela una presenza continua», spiega la motivazione del premio (di 15.000 euro). L'impegno di Settis è anche di denuncia: contro ciò che Zeri chiamava «l'indifferenza, l'ignorante cecità per l'ambiente in cui viviamo, per la rovina dell'aspetto che fece l'Italia illustre, ammirata, imitata». Perciò, nel ringraziare per il premio (consegnato dalla sorella di Federico Zeri, signora Nunzia), Salvatore Settis ha affermato che non va tanto alla persona quanto a un'idea. «Per un moralismo intransigente ha detto quasi nostalgia di un futuro impossibile». E ancora oggi ha aggiunto Settis - le battaglie di Zeri restano «un invito a sapersi sdegnare». Ad opporsi, per esempio, alle contraddizioni di una politica "culturale" che legifera da una parte a favore della "qualità architettonica" mentre, dall'altra, va avanti a colpi di condoni edilii. Alla premiazione, nella Sala della Protomoteca (con Antonio Giuliano, Mina Gregori e Bruno Toscano, membri della giuria), sono intervenuti anche l'assessore alle attività culturali del Comune di Roma, Gianni Borgna (che ha ricordato la «grande genialità interpretativa» di Zeri) e il presidente della Regione Lazio, Francesco Storace, il quale auspica che il premio contribuisca a «costruire una speranza per il futuro dei giovani». Già in apertura della cerimonia, Eugenio Malgcri, nipote di Zeri, ha ricordato che l'iniziativa si prefigge appunto di promuovere la formazione di giovani studiosi, oltre a valorizzare quanti operano per la salvaguardia dei patrimonio artistico, testimoniata dal vincitore di questa prima edizione. Dal ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, un messaggio per ricordare Zeri come «maestro di studi e polo dialettico».