«Parco del Foro Italico, recupero e valorizzazione del complesso monumentale» dice la scritta sui tralicci che nascondono l'obelisco, da tempo in restauro. Ma poiché alle parole si possono dare significati diversi il futuro dell'area non è affatto chiaro. La possibilità di utilizzare il parco per gli abitanti di Roma nord è già diminuita da quando sono state piazzate lì dove cominciano i marmi bianchi le orribili cancellate che impediscono l'accesso quando l'Olimpico ospita (o viene preparato o ripulito), gare di calcio, di atletica o manifestazioni canore. Lì infatti cominciano i controlli. E sulle esigenze della sicurezza c'è poco da discutere. Al Foro presto la novità sarà costituita dal «centrale» del tennis, un impianto che sostituirà quello di legno e metallo costruito «provvisoriamente» nel 1990. Lo stadio costerà 25 milioni di euro e potrà ospitare 12 mila spettatori, oppure 8 mila, nei casi in cui verrà utilizzata la copertura mobile. Sulla terra rossa potrà essere poggiata una piscina, così come un'altra vasca potrà andare ad occupare il cosiddetto «centralino», escogitato anni fa sui due campi in fondo al complesso. Italia Nostra ha già protestato. In una lettera, firmata da una ventina di urbanisti e ambientalisti, sono stati contestati sia le caratteristiche, sia l'opportunità del nuovo impianto. Sul Corriere Giuseppe Strappa ha scritto che «la struttura, un curioso ordigno meccanico alto come un palazzo di sette piani e circondato da negozi, irromperà con la leggerezza di un elefante». Il Coni, che attraverso una società per azioni è proprietario del Foro Italico, però va avanti. Anzi preme e accelera, in vista dei mondiali di nuoto del 2009, che dovevano svolgersi nelle piscine progettate dall'architetto Calatrava a Tor Vergata, ma che sicuramente a quell'epoca non saranno pronte. Ad altri quesiti non c'è risposta. Per esempio per quanto riguarda l'utilizzazione del palazzo della scherma di Moretti. È in restauro. Vittorio Emiliani ha proposto che diventi un museo del tennis, ma pochi ricordano che un tempo era anch'esso aperto a squadre di pallacanestro e a giocatori che volevano affittare tavoli di ping-pong. Al di là delle pur rilevanti questioni estetiche, quello che non si dice è se il complesso sportivo e monumentale, progettato da Enrico Del Debbio, potrà ospitare ancora i giochi dei bambini. O se verrà accentuato, come sembra, il carattere di impianto riservato all'agonismo e ai commerci che ad esso si accompagneranno. Se sarà così, dovremo farcene una ragione. E non potremo chiamarlo più «parco».
Foro Italico e progetti. I requisiti di un parco
Il Parco del Foro Italico, un complesso monumentale a Roma, sta subendo un recupero e valorizzazione. Tuttavia, la sua destinazione futura è incerta. La possibilità di utilizzare il parco per gli abitanti di Roma nord è già ridotta a causa delle cancellate che impediscono l'accesso durante gli eventi sportivi. Il nuovo impianto di tennis, che sostituirà quello provvisorio, costerà 25 milioni di euro e potrà ospitare 12.000 spettatori. Italia Nostra ha già protestato contro le caratteristiche del nuovo impianto. Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Coni) è in vista dei mondiali di nuoto del 2009 e sembra accelerare i lavori.
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