Tre indagati fra cui Pierluigi Monni e un dirigente comunale. Sono 53 gli edifici non autorizzati che dovevano essere costruiti l'anno scorso sul colle di Setti Ballas. CAGLIARI. Ancora una volta deve intervenire la Procura della Repubblica per fermare i tentativi di scempio che s'inseguono nel compendio di Chia: sequestrati quattro mesi fa i lavori per la costruzione di 53 ville il sostituto Andrea Massidda ha chiuso l'inchiesta in cui sono indagati l'amministratore della 'Sarit' Pierluigi Monni, della 'Chia immobiliare' Antonio Delussu e il responsabile dell'area tecnica di Domusdemaria Gianluca Ambu. Monni è accusato di violazione delle norme ambientali, Delussu e Ambu di falso e abuso d'ufficio. Accuse da cui i tre indagati avranno ora la possibilità di difendersi presentando memorie e documenti oppure chiedendo di essere interrogati. La vicenda, nata nella primavera del 2006 da un esposto del Gruppo di Intervento giuridico, partì col sequestro di una villetta costruita solo in parte: secondo gli accertamenti condotti dal nucleo ispettivo della Guardia Forestale l'edificio si trovava nella fascia vincolata del litorale, dove nulla poteva essere realizzato. A quel punto i funzionari della Forestale decisero però di vederci chiaro e acquisirono i documenti sull'intero compendio di Chia. E saltarono fuori elementi d'indagine nuovi: per esempio scoprirono che l'autorizzazione datata 2001 rilasciata alla 'Sarit' di Monni riguardava la costruzione di dieci ville nell'area di Setti Ballas, la collina che domina il paesaggio di Chia. Le ville autorizzate non c'erano, ma nonostante i piani paesaggistici fossero stati annullati dal Tar su ricorso delle associazioni ecologiste - e siamo al novembre del 2003 - la stessa società era riuscita stranamente a ottenere dal comune di Domusdemaria un 'premio' in cubature. Così il numero delle ville da costruire era cresciuto, da dieci si poteva passare a diciotto. Con la legge salvacoste avviene un altro miracolo: senza aver ancora messo in piedi un solo mattone, la Sarit ottiene una variante in corso d'opera che gli doveva assicurare la possibilità di realizzare 53 villette. Di queste, dieci sarebbero sorte in un'area ceduta al Comune per servizi e verde attrezzato. Nel progetto della Sarit, approvato dal Comune, anche strade e condotte. Solo quando la Procura intervenne con il sequestro del cantiere - e siamo al 26 aprile 2066 - il Comune decise di dare un taglio netto a tutte le concessioni edilizie. Ma ormai l'inchiesta giudiziaria era partita e la tardiva marcia indietro dell'ufficio tecnico comunale non fu sufficiente a risolvere il problema. In un anno l'indagine del pm Massidda si è conclusa e le risultanze sono state notificate agli indagati con il '415 bis'. Un atto che prelude di norma alla richiesta di rinvio a giudizio, probabilmente inevitabile per i tre indagati. A breve distanza dal cantiere abusivo della 'Sarit' le associazioni ecologiste avevano segnalato con un esposto la presenza di lavori per la realizzazione di residenze stagionali, una piazza, una piscina e strade del piano di lottizzazione 'Stim spa'. Bloccati anche quelli, con revoca delle concessioni e revisione del piano in base al piano paesaggistico.
Villaggio Sarit a Chia: inchiesta chiusa
La Procura della Repubblica di Cagliari ha concluso un'inchiesta su un'inchiesta per lo scempio ambientale nella zona di Chia, in Sardegna. Tre persone, Pierluigi Monni, Antonio Delussu e Gianluca Ambu, sono stati indagati per violazione delle norme ambientali, falso e abuso d'ufficio. La vicenda iniziò nel 2006 con un esposto delle associazioni ecologiste e si è conclusa con la sequestro di un cantiere abusivo. I tre indagati hanno la possibilità di difendersi presentando memorie e documenti o chiedendo di essere interrogati. La Procura ha notificato agli indagati il '415 bis', che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio.
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