Selinunte. Entrare al parco archeologico di Selinunte per i turisti, in particolare quelli mordi e fuggi che sono la maggior parte, significa isolarsi dalla realtà circostante e respirare la storia della gloriosa colonia greca. La visita alla vasta area, però, soprattutto sotto la canicola di questi giorni, non appare molto agevole se si è visitatori fai da te. Difficilmente, infatti, tranne che all'ingresso dove è collocata una planimetria del sito, si incontrano indicazioni con percorsi da potersi effettuare in autonomia. Quando ci si decide per accedere all'area si pagano 6 euro alla società Nuova Musa che gestisce la biglietteria, poi si chiedono informazioni ai dipendenti di due ditte private convenzionate con la Sovrintendenza di Trapani per proseguire nella visita a bordo di trenini elettrici. La somma chiesta è da vero salasso: 10 euro per un giro completo del parco, 5 euro per una visita parziale. Non tutti sono disponibili all'uso del servizio, ma molti guardandosi attorno, vedendo una sterminata collina di sterpaglie e comprendendo l'assenza di fontanelle utili a rinfrescarsi e di punti sosta per riposarsi, si decidono per il più riposante tour. "Le sterpaglie - dice l'architetto Vito Vaiarello, dirigente dell'Unità operativa VI della Sovrintendenza e responsabile di un progetto di agibilità e manutenzione del parco archeologico iniziato a febbraio e della durata di un anno - le tagliamo vicino ai monumenti e dove c'è la maggiore fruizione, ma ricrescono velocemente. Comunque, attorno ai templi, all'acropoli e nelle aree che potrebbero essere interessate da incendi sono stati realizzati i viali parafuoco". La paura più che delle fiamme è dell'incontro ravvicinato con le vipere, di cui tuttavia non si avvistano esemplari da anni, e con le zecche la cui presenza è stata segnalata recentemente e contro le quali è stata predisposta una disinfestazione del parco archeologico il cui appalto dovrebbe essere aggiudicato tra pochi giorni. I bagni non sono un problema. Ve ne sono all'incirca 12 e chi vuole, vista la mancanza di fontanelle, può rinfrescarsi con l'acqua che trova lì e che la Sovrintendenza acquista dagli autobottisti perchè non è stato ancora realizzato l'allacciamento alla nuova rete idrica. Inoltre, con il caldo record delle ultime settimane c'è chi non disdegnerebbe un giro serale o anche notturno del parco archeologico la cui biglietteria in questo periodo chiude i battenti alle 18. "E' una cosa che si può prendere in considerazione - afferma Rossella Giglio dirigente del Servizio per i Beni archeologici della Sovrintendenza di Trapani -, ma oltre a tutta una serie di lavori per rendere agevole una visita notturna del sito avremmo bisogno di un maggiore numero di custodi, che attualmente sono una quarantina e bastano appena". Quanto il numero dei custodi sia esiguo lo dimostra il fatto che nei mesi scorsi alcune domeniche il parco archeologico è rimasto chiuso e questo ha sollevato dure proteste da parte di turisti e guide. Non distante dall'ingresso, vicino al tempio di Hera, in questo periodo palcoscenico naturale delle rappresentazioni della rassegna "Teatri di pietra", si incontra il Baglio Florio. Sono anni che vi sono lavori in corso. Tre i lotti realizzati, l'ultimo dei quali ultimato di recente. Finalmente, ora, assicura Rossella Giglio, potrà essere musealizzato. Allo stesso modo si annuncia che potranno essere definiti la ricostruzione e il restauro del tempio "C", sull'acropoli, da circa 8 anni sorretto da una impalcatura metallica. "La situazione - conclude Giglio - non è drammatica e corrisponde allo stato generale dei siti archeologici italiani e mediterranei. Certo si può fare di meglio e a darci una carica maggiore è la recente scoperta, vicino alla foce del fiume Modione, di una basilica". Intanto si avvicina la trasformazione del sito in ente parco. L'assessorato regionale ai Beni culturali ha già emanato il relativo decreto, manca solo la registrazione degli atti. La nuova istituzione è vista di buon occhio dal sindaco Gianni Pompeo che preme per la realizzazione della strada di collegamento Triscina-Selinunte su cui la Sovrintendenza sino ad ora ha posto il veto.