Poca lassistenza e uffici informazioni chiusi in anticipo Pareri negativi anche sullofferta culturale e sullintrattenimento Autobus sotto accusa cè chi dopo mezzora di attesa ha rinunciato Otto pieno alla cucina "Impossibile fare a meno delle specialità gastronomiche" Sette ai beni artistici "Ma troppo spesso si trovano in pessime condizioni" -------------------------------------------------------------------------------- Nessuno lha definita cool. La città vista con gli occhi dei turisti è piuttosto un insieme confuso. Da un lato mezzi pubblici poco puntuali, spazzatura per le strade, offerta culturale appena sufficiente. Dallaltro bellissimi monumenti e unottima cucina. Ma se in generale Palermo supera lesame dei visitatori con una sufficienza risicata, scendendo nel dettaglio sono più i punti dolenti che quelli di forza. "Repubblica" ha chiesto ai turisti che affollano Palermo di dare i voti alla città. Li si vede di buon mattino, macchina fotografica al collo e zainetto in spalla, fare la gimcana tra le auto, i motorini, i camion e le carrozze che invadono le strade del centro storico, da corso Vittorio Emanuele a via Maqueda. Li si vede sotto le pensiline dellAmat aspettare un bus che non passa mai. Li si vede a decine dentro bar e ristoranti consumare specialità tipiche, dal pane con le panelle alla brioche con il gelato. "Repubblica" ha chiesto a cento di loro di giudicare la città, dando un voto da 1 a 10, sulla base di sei parametri: pulizia, mezzi pubblici, qualità della ristorazione, stato dei monumenti e accoglienza del personale, offerta culturale e disponibilità dei palermitani nel dare indicazioni. Il risultato? Palermo viene promossa con una sufficienza risicata: 6,3 è la media complessiva dei voti che le vengono affibbiati. Guadagna un otto solo quando si parla di cibo e un sette per lo stato dei monumenti. Per il resto è bocciata o appena sufficiente: cinque alla pulizia, sei ai mezzi pubblici, allofferta culturale e alla disponibilità dei cittadini ad aiutare i visitatori. Pulizia. Solo i napoletani la promuovono a pieni voti. «Le do 8, perché rispetto a Napoli è molto più pulita», dice Anna Perrone turista campana. E di certo, rispetto alla città invasa dai sacchi dimmondizia che bruciano, Palermo dà unimmagine diversa. Sarà per questo che anche tutti gli altri napoletani intervistati da "Repubblica", le hanno dato voti altissimi. Ma a promuoverla sono stati solo loro. Per tutti gli altri Palermo è sporca, anzi sporchissima. Ivona, turista polacca le ha dato uno, il milanese Sandro Pace tre, come la londinese Laura King. Ma a bocciarla sul versante pulizia non sono solo i turisti che vengono da lontano. Anche chi abita in Sicilia non risparmia critiche feroci. Susanna Giacalone abita a unora e mezza dauto. «La città è sporchissima dice la visitatrice di Mazara del Vallo le do uno. I palermitani poi sono incivili: al mare ho visto una famiglia mangiare e poi abbandonare i rifiuti sulla spiaggia». Critico anche Gino Scafidi, agrigentino. «Le do 2, cè troppa immondizia». Mezzi pubblici. Cè anche chi dopo aver atteso più di mezzora alla fermata ha deciso di non usarli proprio. «Meglio affittare una macchina» dice Andrea di Milano. Ma quei turisti che si ritrovano costretti a spostarsi in città a bordo di autobus, non sono contenti: la maggioranza degli intervistati, il 52 per cento, dà al servizio pubblico un insufficienza piena, con voti da 2 a 4. Julie Delfieux, 28 anni di Bordeaux, non può non fare paragoni: «La differenza con il mio Paese è abissale commenta la francese da noi gli autobus sono puntuali, cè ordine e molto più rigore». E ancora una volta sono solo i napoletani a promuovere Palermo: per Maria Nappo, a esempio, «i bus sono ordinati e puliti, ma soprattutto in città cè poco traffico». «Ordinati e puliti? sbotta invece un tedesco sono sporchissimi e sempre in ritardo. Non parliamo della metropolitana. Il traffico poi è un incubo». Anche la bolognese Ivana Compagno affibbia un 2 ai bus: «Non cè paragone con la mia città». Qualità della ristorazione. Su questo fronte non cè proprio nulla da dire. L87 per cento degli intervistati giudica il cibo di Palermo buonissimo e dà un voto alla ristorazione superiore a sette. Il 17 per cento le dà addirittura dieci. Antonella Oldano di Asti muore dietro alle panelle: «Do nove, un nove pieno», mentre Osualdo Vaiano dà otto a tutte le specialità locali: «Pasta al forno, cannoli, stigghiole, involtini di carne: troppo buoni». Clara viene da Parigi: «Il cibo? Buono, buono, ma quanto fa ingrassare» dice addentando una pizzetta appena comprata in un panificio. Il fiorentino Marco Bruno fa addirittura due colazioni al giorno: «Come rinunciare alle brioche?». Stato dei monumenti e accoglienza del personale. I palermitani sono giudicati gentili, i monumenti piacciano a tutti: belli sì, ma non sempre ben tenuti. E anche le informazioni su orari e itinerari lasciano a desiderare. Palermo, a esempio, non ha di certo spalancato le porte a Beatriz di Barcellona: «Uno dei primi giorni in cui mi trovavo qui ancora non conoscevo bene la città e ho cercato informazioni allufficio del turismo racconta Purtroppo ho avuto una spiacevole sorpresa: lufficio già alle 13,30 era chiuso mentre secondo le indicazioni lorario di apertura al pubblico previsto è fino alle 14. I monumenti sono meravigliosi ma dovrebbero essere maggiormente curati, molti si trovano in uno stato di abbandono. sono sporchi, con le mura grigia e a volte sporcate anche da scritte». Offerta culturale. La sera non cè proprio niente da fare. Lo sanno bene i giovani palermitani che questanno hanno dovuto rinunciare anche agli spettacoli di KalsArt. E le scarse opportunità, nessun museo aperto la sera, pochi concerti di piazza, hanno negativamente colpito anche i turisti. Il 41 per cento degli intervistati la boccia, affibbiando alla vita culturale della città un voti da due a quattro. La romana Chiara è delusa: «Mi aspettavo che Palermo offrisse qualcosa di più» dice. Lingue straniere e indicazioni. «I palermitani? Quasi tutti analfabeti». Christiel Bunnefeld, tedesco, non usa giri di parole. Per lui ricevere unindicazione in città è praticamente impossibile. Unidea condivisa da Leila Sabit, parigina. «Spesso sono pure arroganti» dice la francese. Anche la polacca Renata Saramowska affibbia un implacabile 1: «Quando parlano non si capisce niente. Meglio poi non commentare il loro inglese». Per fortuna ci sono le romane Barbara Listro e Maria Rita Caria: «Diamo un bel dieci: i palermitani sono gentili e danno sempre una mano. Siamo venute a Palermo per trovare un fidanzato». (Hanno collaborato Antonella Bonura, Claudia Brunetto, Gabriele Gugino, Barbara Masulli e Jessica Schillaci)