È assodato che il centro storico di Palermo merita unattenzione particolare. Dalla più remota antichità al periodo del rinascimento, la città è divenuta una sorta di ricco mosaico intessuto di tessere preziosissime di civiltà. Il maestro Pietro Carriglio ha avanzato tempo fa una proposta nei confronti della quale sia il mondo politico sia quello culturale non hanno mostrato piena consapevolezza sul da farsi. La proposta, per nulla provocatoria, suggerisce di recuperare alla città di Palermo uno degli spazi più significativi, ove sono ubicati il teatro Bellini e le chiese della Martorana e di San Cataldo. Se facciamo mente locale alla piazza Pretoria (con la più nota fontana della "vergogna") e ai Quattro Canti (con il "Teatro del Sole"), possiamo affermare di trovarci in un luogo fra i più suggestivi ed emblematici, che altre città europee ci invidiano. Si tratta di un unicum allinterno del quale bisogna rimarcare la presenza di una sofisticata opera musiva nella quale non è la Madonna a reggere il Cristo, bensì Gesù adulto che tiene in braccio la Madonna: non è arduo ritenere che lo stesso Dante ne sia rimasto suggestionato dal punto di vista poetico e teologico, definendo la Madonna figlia del proprio figlio (richiamandosi alla complessità teologica della trinità divina, da cui tutto diviene). Suggerire di recuperare un teatro di proprietà privata con atto pubblico può anche risultare del tutto incomprensibile; può risultare una proposta priva di fondamento giuridico. Infatti la collettività è abituata a ritenere che si possa ricorrere allesproprio per pubblica utilità solo in casi sporadici, a esempio nel caso di un suolo sul quale realizzare una piazza o una strada; oppure un verde attrezzato (un impianto sportivo, una villa). Pochi sanno o ricordano che la Regione siciliana gode di piena autonomia in materia di beni culturali e ambientali; per cui lo stesso ministro dei Beni culturali, quando attraversa lo Stretto, diviene un comune mortale, cui spetta soltanto adeguarsi alle normative che il parlamento regionale nel tempo ha saputo emanare in materia. Dalla della legge 80 del 1977 a oggi la Regione si è fatta carico di salvaguardare e valorizzare i beni naturali e paesaggistici, architettonici e urbanistici, archeologici ed etno-antropologici, storici e artistici, nel rispetto dei territori provinciali, che ospitano musei, biblioteche, siti archeologici, parchi letterari e monumenti (laici o religiosi). Anche nel caso della Regione, dunque, è possibile lesproprio di un bene culturale per pubblica utilità. Il primo caso, registrato in Sicilia, risale agli anni intorno al 1985, quando non poche difficoltà procedurali convinsero la direzione regionale dei Beni culturali a ricorrere alla formula dellesproprio per lacquisizione del castello aragonese di Marineo. Si trattò di una operazione felicissima, che rischiava di bloccarsi per la difficoltà di reperire gli oltre mille proprietari sparsi per il mondo. Cosa fare per uno dei luoghi più suggestivi della città di Palermo è presto detto: ricorrere con atto straordinario allesproprio per pubblica utilità di tutta la struttura del teatro Bellini. Daltra parte, si tratta di bene culturale che merita ogni attenzione sul piano della salvaguardia e della valorizzazione di tutto il contesto nel quale è stato realizzato. Certamente si pone un problema di bilancio, che lassessorato dei Beni culturali potrebbe superare con la prossima legge di bilancio, ricorrendo agli stessi fondi europei. Una buona volta dovremo convincerci del fatto che uno Stato o una Regione si distinguono anche per la capacità di recuperare il proprio patrimonio culturale e ambientale. Lautore è docente di Storia della filosofia e dirige il dipartimento Ethos allUniversità di Palermo
SICILIA - Il futuro del teatro Bellini nel patrimonio della Regione
Il centro storico di Palermo è un luogo unico e suggestivo che merita attenzione particolare. Il maestro Pietro Carriglio ha proposto di recuperare il teatro Bellini e le chiese della Martorana e di San Cataldo, che sono ubicati in un luogo emblematico della città. Il teatro Bellini è un bene culturale che merita di essere salvaguardato e valorizzato, e la Regione siciliana ha la possibilità di ricorrere all'opzione dellesproprio per pubblica utilità. La proposta è stata avanzata anche per bilanciare il problema di bilancio, utilizzando fondi europei.
Artista / Persona
Bene culturale
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