La vita cadorina degli anni '20 e '30 è impressa nelle immagini tecnicamente perfette del farmacista di Valle Illustrato alla Magnifica Comunità il lavoro di recupero delle 800 lastre fotografiche (bdv) Ce n'è una, affascinante, che fa vedere il treno a vapore alle porte di Dobbiaco. Altre inquadrano visi e posture, abiti e attrezzi di quasi un secolo fa. Altre ancora raccontano di come era il paesaggio, il bosco, la casa. Quasi tutte gradevoli, molte spettacolari, sicuramente da meditare. Sono le 800 lastre fotografiche del fondo Arnaldo Marchetti, restaurate dal laboratorio del museo Alinari, oggi consegnate alla storia del Cadore grazie alla sensibilità della Magnifica Comunità che le ha acquisite al suo patrimonio. La vicenda di questo farmacista di Valle con la passione della fotografia è stata convenientemente illustrata e descritta giovedì a Pieve, nel palazzo comunitativo, di fronte a un pubblico attento e partecipe (nella foto). È toccato a Luca De Martin, vicepresidente dello storico ente, fare gli onori di casa, e a dire della importante finalità del progetto, curato da Maria Giovanna Coletti, sono stati Matteo Toscani, Antonia Ciotti, e Annamaria Spiazzi, soprintendente ai beni artistici e storici del Veneto. Ha chiuso l'incontro Emanuela Sesti, dirigente della Alinari, che ha illustrato le modalità del recupero delle lastre, proiettandone molte, e spiegando come per alcune non ci sia stato niente da fare. In ogni caso, il restauro ha richiesto un attento lavoro per rimuovere le cause del danneggiamento di molte lastre e per rallentare il processo di degrado. Marchetti lasciò una galleria di immagini tecnicamente perfette, preziosa testimonianza della vita cadorina negli anni '20 e '30. «L'attenta valutazione del materiale, anche sotto il profilo urbanistico e ambientale, potrebbe fornire utili indicazioni sull'evoluzione spesso sconvolgente delle nostre valli e dare un segnale per capire il senso delle trasformazioni». Il restauro dell'archivio Marchetti fa parte del più ampio progetto «Per il Cadore» (con l'intervento della Regione Veneto e della fondazione Cariverona, e per l'Archivio Marchetti anche del comune di Valle e del Bim), finalizzato al recupero, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio documentale della Magnifica Comunità.