Si sostengono atenei farlocchi, si finanziano film che nessuno va a vedere, si sperperano risorse per le spese della corporazione politica comunità montane al livello del mare, super-ingaggi a manager pubblici noti per gestioni fallimentari, benefit scandalosi a enti para-istituzionali però si rischia di far morire l'accademia della Crusca. Il prestigioso Istituto che ha sede a Firenze costituito nel 1583 è finanziariamente in ginocchio. L'istituzione infatti ha accumulato con lo Stato un debito di oltre 3 milioni di euro che l'Accademia non riesce da sola a coprire. Dopo avere ridotto il personale, tagliato ferocemente sull'acquisto di libri l'Accademia oggi conta sul lavoro di cinque ricercatori assunti con contratto trimestrale, dovendo mantenere in organico in quanto Ente pubblico la figura di un direttore amministrativo. È evidentemente una situazione insostenibile a cui si deve fare fronte come ha chiesto con un interrogazione parlamentare il senatore fiorentino Paolo Amato (FI). Amato chiede che nella prossima legge finanziaria siano destinate all'Accademia della Crusca risorse adeguate alle sue necessità organizzative e scientifiche. Un'istituzione quella della Crusca importante non solo per il prestigio del passato, per il tesoro i 121 mila volumi custoditi in archivio, ma per la qualità della sua costante attività di pubblicazione di volumi, testi scientifici e didattici. Dopo l'interrogazione di Amato qualcosa sembra comunque essersi mosso. La commissione Cultura del Senato ha infatti concesso per i primi di settembre un'audizione ai vertici dell'Accademia della Crusca. Occasione che negli auspici migliori dovrebbe servire a informare e a responsabilizzare il legislatore in vista della predisposizione della prossima legge finanziaria.