Nell'anno europeo per le persone disabili il governo Berlusconi ha fatto solo spot e iniziative d'immagine, tradendo le aspettative dei disabili e delle loro famiglie. E ieri, guarda caso - prima giornata nazionale per l'abbattimento delle barriere architettoniche - il ministro Stefania Prestigiacomo (pari opportunità) ha accompagnato nella visita i portatori di handicap nelle «stanze» di Palazzo Chigi; mentre il ministro per i Beni e le attività culturali, Giuliano Urbani, ha incontrato alla Pinacoteca di Brera un gruppo di disabili «promettendo» musei accessibili. Alla fine, il tour dei visitatori del governo ha ricevuto come regalo un orologio Swatch (con il disegno di Palazzo Chigi nel quadrante) e un cofanetto con le pubblicazioni della Presidenza del Consiglio per il semestre. Il presidente della Repubblica Campi nel telegramma inviato a Giuseppe Trieste, presidente del Fiaba (Fondo italiano abbattimento barriere architettoniche), ha detto che «lo Stato deve garantire a questi cittadini l'esercizio dei diritti fondamentali affinchè possano partecipare attivamente alla vita e alle scelte della collettività secondo il dettato costituzionale». Ma a tutt'oggi poco e nulla è stato fatto per alleviare il disagio. E in tutti i campi; dall'integrazione scolastica al collocamento al lavoro. Anche la viabilità nelle città per chi ha problemi di mobilità è quasi tutta da "ridisegnare". «Una mancanza di sensibilità», sottolinea Giorgio Contino dell'Anglat - l'Associazione nazionale guida legislazione handicappati trasporti -, che denuncia: «Il decreto che aveva come obiettivo l'abbattimento delle barriere architettoniche, è stato disatteso». Ma il ministro Prestigiacomo nel corso della visita guidata ai diluibili si a detto fiducioso: presto il «governo li eliminerà del tutto». Sta di fatto, però, la legge dell'89 che prevedeva i fondi statali per l'abbattimento delle barriere architettoniche negli edifizi privati non è stata finanziata. Così come - sottolinea Luigi Giacco, deputato ds - «c'erano 100 miliardi per "dopo di noi», una legge (la 162 del '98, ndr) che serviva per la costruzione di case di comunità per soggetti handicappati gravi che restavano soli: la precedente Finanziaria li ha tagliati». E altri tagli si sono abbattuti anche in altri settori, penalizzando sempre le persone con handicap. Nella scuola, per esempio: gli alunni disabili inseriti nelle scuole sono 140mila e 7000 gli studendi inseriti nelle università. Gli insegnanti di sostegno sono stati ridotti di 700 unità. I ds e l'Ulivo hanno chiesto che si svolgesse una sessione specifica in Parlamento sui problemi riguardanti il mondo della disabilità; mentre una proposta di legge del partito è ferma in commissione Giustizia della Camera dal dicembre 2001: punterebbe all'amministratore di sostegno, una figura giuridica per aiutare il disabile grave in tutti quegli atti della vita quotidiana dove non è autosufficiente, evitando così in futuro, giunto all'età di 18 anni, possa essere interdetto o condiderato inabile. E non finisce qui. Come sottolinea Augusto Battaglia, capogruppo ds in commissione Affari sociali, «questo era l'anno europeo per i disabili e il governo e la sua maggioranza non hanno fatto alcuna iniziativa concreta. In materia di inserimento lavorativo - ha precisato Battaglia - non solo non ha dato seguito alla legge sul collocamento delle persone disabili, ma con una serie di provvedimenti ha attaccato il diritto al lavoro». Ha cioè esteso la legge per i disabili anche ad orfani e vedove, «togliendo ai disabili 20mila posti di lavoro», conclude Battaglia. Che aggiunge: «Ecco perché in questo quadro fallimentare aprire Palazzo Chigi ai disabili, guidati da un ministro, mi sembra un atto offensivo nei confronti di chi aspetta risposte e diritti». Handicap, le cifre di un (dis)impegno 140 mila gli studenti disabili nelle scuole italiane. 7000 gli studenti disabili nette università italiane, 700 gli insegnanti di sostegno «tagliati». 100 miliardi di lire per la legge 162 del 1998 per la costruzione delle case di comunità per soggetti handicappati gravi: tagliati dalla precedente Finanziaria. 20 mila i posti di lavoro per disabili di fatto eliminati a causa dell'estensione della legge sul collocamento per i disabili anche agli orfani e alle vedove. 13 il numero della legge del 1989 che prevedeva fondi statali per l'abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici privati che ancora non è stata finanziata. 2001 è l'anno dal quale è bloccata in commissione giustizia alla Camera la proposta di legge dei Ds a favore dell'amministratore di sostegno, che serve per aiutare il disabile grave negli atti di vita quotidiana nei quali non è autosufficiente.