La casa museo «Francesco Scaglione» è ubicata a fianco della della chiesa madre. Oggi costituisce l'unica struttura museale della città delle terme e delle ceramiche. Sei anni fa la struttura fu chiusa perché bisognosa di interventi significativi e di consolidamento. La riapertura, se si risolvono le ultime incombenze amministrative, potrà essere riaperta al pubblico il prossimo due agosto. Fu inagurata il 6 novembre 1988. Francesco Scaglione, benestante di Sciacca (nato a Sciacca nel 1859 e morto a Roma 1938) era molto appassionato dell'arte e collezionista. La casa rispecchia lo stile di vita di una famiglia borghese saccense con il gusto dell'arte e la passione per il collezionismo. La struttura museale nasce grazie al lascito disposto nel 1965 e nel 1969 in favore del comune di Sciacca, da Maria Letizia e Giuseppina, figlie dello Scaglione. Nel lascito veniva posta una sola condizione: di adibire la casa a museo e intitolarlo al padre Francesco Scaglione, pena la decadenza della donazione. L'edificio è diviso in varie sale decorati a tempera con motivi a greca. I pezzi da collezione sono svariati. Si trovano candelieri, una antica sciabola d'ordinanza, un ventaglio in seta del XVIII secolo e poi ancora orologi, opere settecentesche di artisti saccensi come il Testone,Rossi,Tresca, foto, cartoline, armi, monete del periodo greco-romano;dipinti di artisti italiani ed esteri dell'ottocento;e poi ceramica, pezzi di capodimonte, mobili e tante altre cose ancora custoditi nella casa museo. Una struttura, però, non molto visitata sia dai saccensi che dai turisti. Dando uno sguardo ai registri ci si accorge che il flusso dei visitatori non è rilevante. Molto probabilmente, con gli interventi apportati e con il finanziamento di 450 mila euro da parte dell'assessorato ai beni Culturali e Ambientali per completare l'opera di recupero e una maggiore pubblicità della struttura museale il flusso dei visitatori potrà rivitalizzarsi con un numero di presenze più significative. Intanto, la novità è che a giorni riaprirà, dopo sei anni di chiusura.