Sopraffatte da un turismo cannibalesco, nel bel mezzo dell'estate le città d'arte hanno deciso di rivoltarsi e ora chiedono al Governo che si occupi di loro. Non con un interesse generico, una pacca sulla spalla e via, ma con finanziamenti che le aiutino a sostenere i costi pazzeschi dei milioni di persone e con norme che consentano di far fronte agli infiniti problemi legati alla viabilità. Quattro ore in Campidoglio, ieri mattina, sono bastate all'assessore al Turismo Augusto Salvadori, a quello di Roma Mariapia Garavaglia e al collega di Firenze Silvano Gori, per dirsi quanto male possono fare le orde disumane di visitatori, per trovarsi d'accordo su tutto, formare un coordinamento che li faccia sentire vicini vicini e stendere un bel documento tosto da inviare oggi al vicepremier Francesco Rutelli. Nel documento si spiegherà quello sanno tutti ma non si sa mai. Ossia che le città d'arte sono sopraffatte da quella che una volta era una risorsa e che ora, lasciata senza controllo alcuno, sta diventando una iattura. Venezia, ad esempio, entro la fine dell'anno riceverà qualcosa come 25 milioni di visitatori che sono destinati ad aumentare con effetti da paura. Per questo i tre assessori chiederanno risorse finanziarie per coprire le spese folli legate ad esempio alla pulizia, al mantenimento e al controllo del territorio. Ma anche leggi che le aiutino ad andare avanti. Vedi, ad esempio, l'Ici, come aveva già proposto l'altro giorno il sindaco Cacciari: «Non si capisce perché a un albergo a 5 stelle si debba far pagare l'Ici come a una casa, così per i negozi di lusso di San Marco che non possono andare oltre il 7 per mille dell'Imposta comunale sugli immobili. Occorre una modifica della legge, che il vicepremier Rutelli ci ha promesso». Ora i tre assessori vanno all'attacco. «Venezia, Roma e Firenze vantano una forte vocazione turistica che lo scorso anno si è ulteriormente confermata con risultati estremamente elevati in termini di arrivi e presenze spiega Salvadori A risentire di tutto ciò è anche il decoro delle nostre città che va invece conservato e tutelato come bene primario, ragion per cui la presenza turistica va coniugata con i diritti dei residenti per fare fruire loro del massimo della vivibilità». Rincuorato l'uno dai problemi dell'altro, i tre assessori si son dati appuntamento prestissimo. Oggi al telefono, per mettere a punto il documento dal inviare a Rutelli prima che parta per le ferie. Poi ci sarà un incontro con il ministro della Pubblica Istruzione per regolamentare le visite delle scolaresche che piombano tutte tra aprile e maggio, quando Venezia, Roma e Firenze hanno già grane per conto proprio. Il punto di «criticità» come l'ha definito Cacciari raggiunto da Venezia è sotto gli occhi di tutti però nessuno può dire adesso che non si sapeva. Lo stesso sindaco, qualche mese fa, aveva minimizzato the problem sostenendo che con qualche vaporetto in più la città avrebbe potuto farcela. L'estate 2007 si sta rivelando invece terrificante. A Roma avrebbero dovuto decidere anche il tetto massimo di turisti che ciascuna città è in grado di accogliere. Lo faranno la prossima volta, con un convegno in laguna e un altro a Firenze.