UN ATTACCO diretto a Rutelli. Secondo l'assessore regionale ai beni Culturali Marco Di Lello il ministro sarebbe colpevole di aver più volte rinviato le decisioni che riguardano la gestione dei siti culturali di interesse regionale. Uno stallo che, se per Di Lello è immotivato, per Riccardo Villari, responsabile per la Margherita del dipartimento nazionale perle riforme istituzionali e componente della VII Commissione cultura alla Camera, è facilmente comprensibile. Ha letto le dichiarazioni dell'assessore Di Lello? «Sono francamente stupito di tutta questa vicenda e delle continue sollecitazioni di Di Lello al ministro per l'affidamento alla società Scabec della gestione dei siti archeologici». Perché lei dà una spiegazione al silenzio lamentato da Di Lello? «Certo. Non si tratta di un ritardo. Secondo Di Lello da un anno il ministero non risponde, in realtà è lui che non ascolta quella che è già una risposta: si tratta di una procedura illegittima». Ci spieghi meglio... «Io stesso in Commissione cultura ho fatto rilevare che la procedura suggerita di trasferire alla Scabec gran parte dei siti più importanti, di proprietà statale, è una procedura non convincente anzi direi proprio illegittima». E una sua convinzione o un dato di fatto? «Direi entrambe. Personalmente ritengo che per lo Stato sarebbe come abdicare a un suo diritto-dovere favorendo dei privati, anche se si tratta, come nel caso della Scabec, di una partecipata. Una sorta di fallimento dichiarato. Ma al di là del merito, ritengo che la metodologia sia illegittima». Quindi c'è una chiusura nei confronti delle tesi di Di Lello? «Assolutamente no. Il ministero è certamente disponibile a trovare altre forme di collaborazione che valorizzino i siti e preservino anche i livelli occupazionali. Per questo da tempo abbiamo invitato Di Lello in Commissione cultura per un'audizione. Lo abbiamo atteso ma finora non ha trovato il tempo».