VENEZIA Fronte comune con Firenze e Roma per risolvere i problemi del turismo di massa. Il patto d'alleanza è stato sancito ieri a Roma alla presenza degli assessori al turismo delle tre città: Salvadori, Gori e del vice-sindaco capitolino Garavaglia. Da una riunione fiume nasce così il primo coordinamento delle città d'arte italiane con l'obiettivo di spingere il governo a dare finanziamenti speciali per il mantenimento di beni artistici e architettonici e soprattutto per pagare trasporti pubblici e pulizia nei centri storici. Proprio quello che anche ieri il sindaco Massimo Cacciari ha ribadito durante la giunta programmatica. Se dalle alienazioni potrebbero arrivare una sessantina di milioni, Ca' Farsetti ha comunque bisogno di un flusso di risorse che potrebbe arrivare dall'aumento dell'Ici per alberghi e negozi di lusso. Una proposta che il sindaco ha ribadito ancora martedì che però ha trovato una risposta interlocutoria delle categorie. «Se con le tasse arrivasse un progetto di riassetto della gestione del turismo non avremmo problemi a pagare», dicono quasi all'unisono con l'associazione albergatori che ha già istituito un tavolo interno per elaborare un progetto organico da sottoporre alla giunta. FRONTE COMUNE L'aspetto fondamentale sono i fondi che Venezia, assieme a Roma e Firenze chiedono di poter avere dal governo. La prima tappa è la richiesta di un incontro urgente con Francesco Rutelli, ministro per i Beni e le Attività culturali. «Ci servono fondi per implementare vigilanza e igiene spiega Salvadori - come pure strumenti normativi che permettano di dare risposte ai bisogni dei cittadini». I governi delle tre città tuttavia, non si fermano a questo: avvieranno un laboratorio d'idee e progetti per gestire in modo organico le città». Da ultimo, il coordinamento proporrà una riunione al ministro della pubblica amministrazione Giuseppe Fioroni per portare tra i banchi di scuola i temi del decoro e del rispetto della propria città. SERVE UN PROGETTO A Venezia invece ci sono le prime reazioni delle categorie all'ipotesi di aumentare l'Ici sugli hotel a cinque stelle e sugli esercizi di lusso. «Se l'obiettivo è penalizzare il pendolarismo perché colpire il lusso? E' un controsenso dettato da necessità», mette in guardia la giunta Scarpa, direttore dell'Associazione veneziana albergatori che a breve presenterà uno studio sul settore. «Daremo anche vita a un tavolo di lavoro - aggiunge per valutare, tra l'altro, come incentivare prenotazioni e soggiorni fuori stagione». Terminal passeggeri, servizi e dialogo con le categorie sono, invece, le priorità per Elio Dazzo, presidente di Aepe, associazione pubblici esercizi. «Servono piani d'intervento vogliamo, ad esempio, il terminal a Fusina, programmiamolo e se mancano soldi si apra ai privati. Solo a fronte di progetti reali è corretto pagare più tasse». Disponibilità a trattare con Ca' Farsetti, infine, da parte di Confesercenti e degli esercizi di San Marco. «C'è bisogno di partecipazione - concordano Maurizio Franceschi (Confesercenti) e Alberto Nardi (rappresentante di San Marco) e i provvedimenti devono avere una destinazione d'uso».