Scendere sottoterra ed emozionarsi dove non penseresti. Accade a Napoli, città di eccessi e caos stradale ma anche di inaspettate preziosità d'arte, in questo caso nei sotterranei di una metropolitana che meriterebbe un posto nel patrimonio Unesco dell'umanità. «Le stazioni dell'arte» è il progetto urbano che dal 2001 incrocia la consulenza artistica di Achille Bonito Oliva e quella architettonica di Alessandro Mendini. Una favola urbana a lieto fine in cui alcuni accessi dalla strada e gli spazi sottostanti sono diventati un museo gratuito che accompagna il flusso della gente. Una macchina estetica dove l'architettura sta edificando nuovi spazi mentre le opere completano gli ambienti, tornando a quelle affinità elettive delle antiche committenze nobiliari. Tutto ciò è stato raccolto in un volume di prossima uscita per i tipi della Electa Napoli. Un resoconto su come le competenze regionali e comunali (dal governatore Antonio Bassolino al presidente della metropolitana di Napoli Giannegidio Silva) abbiano ben dialogato con il rigore culturale e gli equilibri locali, cercando un profilo installativo che unisse bellezza e contenuti. Un libro che celebra le giuste intese fra politica e mecenatismo, ricordandoci quanto l'arte pubblica debba entrare nel tessuto quotidiano, risultando ben fatta e quindi mimetica, presente ma mai invasiva, grintosa ed emozionale come quei lampi notturni che impauriscono ed esaltano. Nel progetto grandi artisti italiani e internazionali ma anche autori più giovani che hanno dato il meglio per lasciare un segno su Napoli. Potremmo dire: finalmente le giuste mani (quelle d'artista) sulla città. Allo stato attuale sono sette le fermate d'autore sulla linea 1 (Rione Alto, Vanvitelli, Cilea, Salvator Rosa, Materdei, Museo, Dante) e quattro sulla linea 6 (Mergellina, Lala, Augusto, Mostra). Diversi gli architetti e i designer coinvolti, così come molte maestranze artigianali hanno avuto un ruolo decisivo sui marenali usati, dai mosaici alla ceramica, passando per il marmo e le nuove tecnologie. Tra gli artisti: Luigi Ontani, Nanni Balestrini, Sol LeWitt, David Tremlett, Gilberto Zorio, Mario Merz, Nicola De Maria, Enzo Cucchi, Sandro Chia, Perino Vele, Robert Gligorov. Fino al recente inserimento di Mario Sironi, accanito sostenitore, in tempi ormai lontani, delle opere murarie. Per l'occasione, partendo dai bozzetti originali degli anni Trenta, sono stati composti tre inediti mosaici che oggi dominano i sotterranei della fermata Mostra. Cosa aspettarci nel futuro? Come dice Renaldo Fasanaro, architetto responsabile della cantierizzazione delle opere, «ci interessa conservare al meglio quanto finora fatto, potenziando il rapporto sinergico tra artista e architetto. Bonito Oliva e Mendini intendono mantenere una continuità progettuale, insistendo sulla fusione tra il contesto specifico e l'intervento artistico».