La rinascita della Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini è stata annunciata ieri durante una visita guidata "work in progress" dal ministro peri i Beni e le Attività culturali Francesco Rutelli. Con evidente entusiasmo e un pizzico di ironia ha precisato: "Lì dove c'erano le cucine e i depositi del Circolo Ufficiali delle Forze Annate oggi si possono ammirare i capolavori dell'arte italiana del '500 e del '600 e rivedere la grandiosità della residenza della nobile famiglia. Lo storico edificio ha avuto per troppi anni una destinazione sacrificata, utilizzato in modo ingiustificato per ricevimenti, banchetti e mense. Sono orgoglioso e ringrazio i funzionari delle soprintendenze e del dicastero per il prezioso lavoro di équipe che ha permesso di raggiungere questo risultato". L'operazione "trasloco del Circolo degli ufficiali" in altra sede annovera promesse e scivoloni sulle date di trasferimento. Nel 1953 scadeva l'affitto concesso ai militari dallo Stato, che aveva "ereditato" questo vincolo dai Barberini al momento dell'acquisto nel 1949. Da allora, per il palazzo-villa, realizzato da Bernini (subentrato nel 1629 all'architetto Carlo Maderno) fino a dicembre del 2006, quando il circolo si è spostato finalmente nella palazzina adiacente Savorgnan Brazzà (del 1930 di Piacentini), si avvicendano estenuanti trattative tra i Ministeri di competenza: l'allora Pubblica Istruzione e Difesa. I primi raggi di luce si vedono solo con il ministro Parisi che firma con Rutelli, appena un anno fa. Un accordo chiaro: l'avvio dei lavori di restauro degli spazi al pianterreno e al piano nobile attuabili con un finanziamento di 25 milioni di euro che porteranno, entro il 2009, al recupero di 2700 metri quadrati per ospitare le preziose collezioni. Sala dopo sala il museo di via Quattro Fontane si riappropria dei suoi spazi per diventare una Galleria Nazionale allestita in ordine cronologico con opere dal XII al XVIII secolo. "Da domani il pubblico potrà già visitare due sale in più oltre alle dieci già aperte- specifica Anna Lo Bianco, direttrice insieme ad Angela Negro. "Le tele prima esposte nel salone di Pietro da Cortona sono state portate nelle due stanze restaurate e divise in due sezioni: "Scuola Emiliana " e "Caravaggio e Caravaggeschi" . E' un primo passo significativo per permettere una corretta visibilità di dipinti che si concentravano in spazi non adatti". Ma nei depositi chiedono di vedere la luce ancora un migliaio di quadri e più di duemila oggetti di arte decorativa. Rutelli insieme ai suoi tecnici risponde con fermezza che manterrà la parola fino in fondo e la quadreria di Palazzo Barberini al completo ci sarà.