Ambienti di epoca romana. Due nuove sale espositive con capolavori alle pareti, aperte da oggi al pubblico e un tempo occupate dal circolo ufficiali. Recupero del pianterreno in fase avanzata. Restauro in corso della Sala delle Colonne, con fontana, indebitamente trasformata in mensa militare. E ministro Francesco Rutelli ha presentato ieri le novità di Palazzo Barberini che dopo mezzo secolo sta tornando al suo splendore. Via i militari, trasloco terminato da un pezzo. E Palazzo Barberini finalmente «respira», riavviandosi a diventare quel che è, da secoli: un capolavoro del Barocco, uno dei palazzi-villa più belli e importanti del mondo (Maderno, Bernini, Borromini...). Dopo oltre mezzo secolo di assurda coabitazione tra Galleria nazionale d'arte antica e l'occupante abusivo circolo ufficiali delle forze armate (con corollario di matrimoni, festini e cotillon), ieri presente il ministro Francesco Rutelli si sono visti i primi effetti della dipartita di divise e stellette (il gennaio scorso) : due splendide sale al piano nobile che già da oggi aprono al pubblico, lavori a buon punto in tutto il piano terra «liberato», il Salone Pietro da Cortona fulcro dello storico edificio finalmente svuotato dall'affastellamento eccessivo di tele tra le più importanti della storia dell'arte. Il Salone che già era patrimonio del museo ora è finalmente libero, monumento di se stesso con la sua straordinaria volta affrescata. Ma quella di ieri non è stata solo una visita ai «lavori in corso», che finanziamenti permettendo finiranno entro il 2009 (un importante lotto sarà pronto già a dicembre). Quella di ieri è stata anche una visita per spiegare alla stampa quali e quante mirabilia l'ala del Palazzo ex-occupata nascondeva, e soprattutto quanti (rimediabili, irrimediabili) sfaceli il circolo ha prodotto. Gioia dunque, ma anche un po' di rabbia nel vedere ad esempio la splendida sala con fontana dove gli ufficiali avevano stabilito la mensa! Detta «Sala delle Colonne» o «Sala Dipinta», conserva tracce di affreschi di Francesco Fieravino detto «Il Maltese» e colonne antiche in granito con capitelli che probabilmente i Barberini acquistarono sul mercato antiquario. Molto il possibile è stato recuperato, compresi i basamenti in pregiato marmo cipollino. Ma molto è andato perduto (gli affreschi della volta) o danneggiato a causa di lavori condotti, è il caso di dirlo, manu militari. Lo stesso ministro l'ha rimarcato («Ci sono andati davvero pesanti») osservando come interventi passati per tracce e sottotraccia abbiano devastato i dipinti architettonici a tromp l'oeil dietro l'intonaco. Ma rimpianti a parte, il bicchiere è ora davvero «mezzo pieno»: e nella stessa sala è tornata a zampillare anche questa era di fatto oscurata la fontana in stucco seicentesca voluta per celebrare uno strategico matrimonio tra i Barberini e i Giustiniani. «Laddove c'erano le cucine ora c'è una galleria», ha chiosato un Rutelli scherzoso parafrasando la canzone di Celentano. Ed è davvero così: le cucine, che i militari avevano costruito con un'orribile superfetazione, non ci sono più. Abbattute. Così il ponte del Bernini che collega palazzo e giardino è tornato a essere un vero ponte, e quel che era in origine uno spazio aperto è tornato a essere tale. Dalle sale agli spazi di servizio già ieri si intuiva il museo che verrà (con potenzialità uniche al mondo). I restauratori e non solo loro avranno ancora molto da lavorare, i costi sono elevati (20 milioni spesi in dieci anni, più altri 15 ancora da spendere) ma ne vale la pena. Sono in via di recupero, sempre nella zona «liberata», anche rovine romane venute alla luce al pianterreno dell'ala che affaccia su via Barberini, dove è in corso il restauro dell'antico ingresso. Si tratta di ambienti e resti di un tempio, con murature in opus e lacerti di pareti dipinte, che raccontano la millenaria stratificazione di Roma. Ora toccherà alla Sala Ovale: un lifting filologico per ripristinare l'impianto berniniano severo e originariamente pensato per colte speculazioni neoplatoniche massacrato da mensole a muro «poggia dolcetti» e da orrendi termosifoni a vista. Da ricordare infine che circa 700 metri quadri del Palazzo, piano nobile, sono ancora in mano al ministero della Difesa. Non più perii Circolo, ma «per esigenze di alta rappresentanza».
Palazzo Barberini torna un capolavoro
Il Palazzo Barberini, un capolavoro del Barocco, è stato restaurato dopo oltre mezzo secolo di occupazione da parte del circolo ufficiali delle forze armate. I lavori, finanziati con 35 milioni di euro, sono terminati e il palazzo è stato riaperto al pubblico. Le due nuove sale espositive, con capolavori alle pareti, sono state aperte al pubblico. Il Salone Pietro da Cortona, un monumento di se stesso con la sua volta affrescata, è stato finalmente svuotato dall'affastellamento eccessivo di tele. I restauratori hanno recuperato molti elementi, ma anche molti sfacelli sono stati prodotti. La Sala delle Colonne, con fontana, è stata restaurata e la fontana è tornata a zampillare.
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