Gli eredi di Luigi Filippo d'Acquarone hanno ceduto alla immobiliare milanese Mistral srl la parte più pregiata della grande tenuta I duchi vendono il «cuore» della Musella Il futuro? Cinque stelle alla francese Gli eredi del duca Luigi Filippo d'Acquarone e della duchessa Maria Emma De Luca, sorella dell'avvocato penalista veronese Umberto De Luca, hanno venduto la villa settecentesca che sovrasta la Musella, uno dei due rustici del Brolo e 80 ettari della tenuta alla società milanese Mistral srl, costituita a Riva del Garda nel 1995. L'avvocato Vittore e il dottor Zeno d'Acquarone hanno già firmato il contratto preliminare. «Per l'esattezza martedì 17 luglio», conferma l'avvocato d'Acquarone. «La Mistral srl rappresenta persone che sanno investire nel mercato immobiliare ma che non hanno nomi altisonanti come si potrebbe pensare. «Vista la complessità della compravendita, sia per la vastità dei terreni e l'importanza degli edifici che per la cifra, che preferisco mantenere riservata, il rogito (cioè il passaggio definitivo di proprietà da una parte all'altra ndr) sarà concluso tra un anno». Ai d'Acquarone, oggi, restano un'altra ottantina dei 360 ettari iniziali della Musella. «Discutevamo della cessione della tenuta assieme ai genitori», continua l'avvocato d'Acquarone. L'area potrebbe essere trasformata in un albergo esclusivo, simile ai «Relais Chateaux» francesi: un gioiello unico nel veronese. Il duca Luigi Filippo, morto nel 1993, era detto il «duca rosso», perché si iscrisse alla locale sezione del Pci e salvò la tenuta dalla cementificazione. La duchessa Maria Emma morì nel 2004. Al momento di privarsi di una parte della Musella, il duca Filippo volle tutelare un bene culturale di valore nazionale e, nel 1990, scelse per acquirente la multinazionale Glaxo che entrò in possesso di 200 dei 360 ettari della Musella per farne una scuola per i propri dirigenti. La Glaxo, però, abbandonò il progetto nel 1995, a causa dei ritardi per ottenere le autorizzazioni. In seguito, la Glaxo diede i 200 ettari all'industriale tessile Carlo Bonazzi che intendeva ristrutturare le corti e costruire un campo di golf da 18 buche. Il progetto, contrastato dagli ambientalisti, fu abbandonato. Nel 1998 Bonazzi rinunciò al campo da golf, cedendo a pezzi i suoi 200 ettari. Nel 1999 arrivò l'autorizzazione del ministero ai Beni culturali per il golf; alla tenuta giunsero per un sopralluogo l'allora eurodeputato Vittorio Sgarbi e il campione di golf Costantino Rocca. Nel frattempo, il Comune amministrato dall'ex sindaco Mario Lonardi commissionò la nuova variante al piano regolatore sui 360 ettari della Musella. La Regione approvò il piano urbanistico nel 2002 dopo un confronto con Provincia, Consorzio di bonifica, Genio civile, Soprintendenza, Forestale e Ispettorato agrario. Sebbene la tenuta sia oggi divisa tra una quarantina di proprietari, sono vietati dalla legge l'installazione di recinzioni, muretti e cancelli. Grazie alla variante vigente, ma a patto che si accordino con una apposita convenzione con il Comune, i proprietari potranno cambiare la destinazione d'uso da agricola a residenziale dei rustici non indispensabili alla coltivazione delle campagne, recuperando abitazioni (mai inferiori a 150 metri quadrati) o parti di esse e potranno scavare dei garage. Il Comune, con il nuovo piano urbanistico che ha sostituito quello all'epoca della Glaxo, ha permesso ai proprietari degli immobili in Musella di raddoppiare le superfici abitabili e, di conseguenza, il valore sul mercato immobiliare, grazie alle future ristrutturazioni di portici, stalle, fienili e cantine un tempo di uso agricolo. La conferenza dei servizi di cui si erano avvalsi la Regione e l'amministrazione Lonardi era una procedura accelerata rispetto a quella applicata di solito alle altre varianti, utilizzata a Verona durante i lavori per i mondiali di calcio del 1990. Siccome la Regione avrebbe esaminato il piano urbanistico nella conferenza dei servizi assieme agli altri enti, non sarebbe stato necessario interpellarla in seguito. La Musella, protetta da vincoli che soltanto lo Stato potrebbe togliere, è compresa nel piano d'area Quadrante Europa sullo sviluppo dei Comuni che appartengono all'area metropolitana. Il Comune, in cambio dei benefici edilizi, potrà organizzare delle visite guidate all'interno della Musella e realizzare delle piste ciclabili e pedonali che, proprio per l'accordo mai raggiunto con i proprietari, non sono state ricavate. La villa potrebbe diventare un albergo a cinque stelle, simile ai tanti sparsi nelle campagne della Francia, immerso nel verde secolare della Musella. La Mistral srl di Milano, che ha siglato il preliminare, potrebbe utilizzare la recente variante al piano regolatore relativa alla Musella con cui si cambierebbe la destinazione d'uso dell'antica residenza. Una volta ricevuta l'autorizzazione del Comune, saranno gli immobiliaristi a decidere se sfruttare o meno le agevolazioni edilizie. La conferenza dei servizi tra gli enti interessati, a cominciare dal Comune, avevano concesso alla famiglia d'Acquarone anche di costruire una nuova portineria nei pressi di Ferrazze e una strada sterrata diretta al Brolo. «Restano dei programmi amministrativi, perché noi non abbiamo mai presentato al riguardo alcun piano particolareggiato per modificare l'uso della villa», assicura l'avvocato Vittore d'Acquarone. Il Comune potrà avere un'area verde per la scuola media ed elementare «Barbarani» e aprire una pista ciclabile che attraverserà la tenuta, collegando Borgo della Vittoria al centro; sarà sistemata anche la strada rurale che conduce da Ferrazze alla vallata di Marcellise. S.C.
SAN MARTINO BUON ALBERGO. La villa settecentesca, un rustico del Brolo e ottanta ettari potrebbero essere trasformati in un hotel esclusivo
La famiglia d'Acquarone ha ceduto alla società milanese Mistral srl la parte più pregiata della tenuta I duchi, che sovrasta la Musella. La tenuta, di 80 ettari, era stata acquistata nel 1990 dalla multinazionale Glaxo per farne una scuola per i propri dirigenti, ma il progetto fu abbandonato. Nel 1999, l'autorizzazione del ministero ai Beni culturali fu ottenuta per il golf, ma il progetto fu nuovamente abbandonato. Nel 2002, la Regione approvò il piano urbanistico per la Musella, che consentì ai proprietari di raddoppiare le superfici abitabili e di recuperare abitazioni.
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