Aperte al pubblico altre due stanze. Ritrovata la "Sala Dipinta", opera del Maltese, che era stata occultata sotto mani di vernice Riscoperto lantico ponte per i giardini realizzato dal Bernini Nelle due sale aperte da oggi sono esposti quadri di Caravaggio, Guercino, maestri emiliani e pittori caravaggeschi Larco perfetto del ponte del Bernini si staglia su un lato del belvedere: collega la grande reggia dei Barberini ai giardini. Ce nera memoria negli archivi ma era scomparso, inghiottito dalla brutta cucina in cemento del Circolo Ufficiali. Non è lunica scoperta del grande lavoro di restauro che la Soprintendenza dei Beni architettonici sta facendo dopo che il Circolo Ufficiali ha lasciato gli spazi del palazzo per trasferirsi nella palazzina Sarvognan. Man mano che vengono smantellate le brutte strutture che erano cresciute come un cancro nello splendido palazzo alla cui creazione collaborarono Maderno, Bernini, Borromini e Pietro da Cortona, si scoprono nuove bellezze nascoste. Come la sorprendente Sala Dipinta, opera del Maltese, con una grande fontana e colonne e capitelli in marmi pregiati, che erano stati tutti occultati da mani di vernice. Come gli affreschi tardocinquecenteschi, una vera sorpresa per le restauratrici, che sono stati rinvenuti nelle ultime cinque sale verso via Barberini, coperti da altri affreschi di fine ottocento. Come le pitture romane del I secolo d. C. che sono state scoperte nei magazzini. Ieri il ministro per i Beni Culturali Francesco Rutelli ha fatto un sopralluogo per constatare lo stato dei lavori. Dopo linaugurazione del primo lotto di sale a dicembre del 2006, oggi sono state aperte al pubblico altre due stanze al piano nobile, che ora ospitano tre Caravaggi, tra cui "Giuditta e Oloferne", e quadri di caravaggeschi, di pittori emiliani e del Guercino che giacevano nei depositi. Le due sale liberate, insieme al grande atrio, facevano parte delle cucine della mensa e del bar del Circolo Ufficiali. Sgombrato dai quadri che vi erano ospitati anche il magnifico Salone di Pietro da Cortona, uno spazio immenso sormontato da un affresco del grande pittore col trionfo della famiglia Barberini ai tempi di papa Urbano VIII. Tra i lavori conclusi anche strutture di servizio come ascensori, bagni, biglietteria. «Il palazzo era stato sacrificato in un modo ingiustificato per mezzo secolo», ha detto il ministro Rutelli, «noi stiamo mantenendo la promessa di liberarlo gradualmente e man mano che i lavori finiscono apriremo nuove sale». La previsione di spesa, per il direttore generale dei Beni Culturali del Lazio Luciano Marchetti, è di altri 15 milioni, che si aggiungono ai 20 spesi in questi dieci anni: «Se non ci saranno problemi finiremo il restauro di tutte le sale entro il 2009». Ci saranno da affrontare anche importanti problemi strutturali del Salone di Pietro da Cortona, come spiega larchitetto Laura Cherubini, direttore dei lavori, che "preme" verso la grande facciata. E inoltre, come nota Angela Negro, che con Anna Lo Bianco dirige la Galleria, vanno ancora ripuliti gli "abbellimenti" che mani poco esperte hanno aggiunto alle linee purissime degli ambienti del Borromini.