Il Cipe fissa le regole. Ponzellini: restano i vincoli sui beni culturali. Per alienarli servirà il via del governo ROMA - Lo Stato non metterà in vendita monumenti, chiese o spiagge per fare cassa. Saranno rispettati tutti i vincoli esistenti: il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) ha così risolto, con una delibera emanata ieri, gli interrogativi sulla gestione dei beni pubblici da parte della nuova società Patrimonio Spa. Articolata in sette punti la delibera del Comitato interministeriale accoglie in pratica, a sei mesi di distanza, le sollecitazioni avanzate dal presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, a tutela del patrimonio artistico e culturale dell'Italia. «Il Cipe lascia immutati vincoli e tutele. La Patrimonio Spa non avrà prerogative speciali nella gestione, valorizzazione e vendita del patrimonio dello Stato», spiega l'amministratore delegato della nuova società, Massimo Ponzellini, cercando di rassicurare quanti temono la svendita di pezzi della cultura del Paese. Le regole del Cipe sono precise: alla Patrimonio Spa potranno essere trasferiti «crediti, concessioni, beni immateriali, beni mobili e immobili, ogni componente dell'attivo dello Stato incluse le partecipazioni in società che operano esclusivamente nel settore immobiliare». Tale trasferimento però non cambierà la natura dei beni che potranno essere venduti «solo se la legge lo consente» e in ogni caso «previa autorizzazione del ministero dei Beni culturali o del ministero dell'Ambiente». Ma non basta, Patrimonio Spa «osserverà tutte le forme di tutela previste per la difesa del demanio e del patrimonio indisponibile, rispettando il ruolo di ogni amministrazione competente». Così per i beni di valore artistico e storico «continueranno ad essere le sovrintendenze a fissare vincoli, protezioni e classificazioni. Per i beni paesaggistici diranno la loro le Regioni fermo restando i vincoli demaniali per le aree al di sopra dei 2.500 metri di altezza e le coste entro i 150 metri dal mare», conferma ancora Ponzellini che esclude quindi la vendita di spiagge e scogliere. «Tutt'al più si potrà pensare ad una sanatoria per le concessioni esistenti», aggiunge. Oggi il consiglio di Patrimonio Spa prenderà atto della delibera del Cipe e dopo le feste di fine anno diventerà operativa a tutti gli effetti. Comincerà a vendere qualcosa? «Per la vendita prenderemo in considerazione carceri, scuole, sedi di enti pubblici. Ma le prime operazioni riguarderanno palazzine e probabilmente i vecchi stabilimenti per la manifattura dei tabacchi di Catania, o di Palermo e Modena» dice Ponzellini, rilevando che comunque il compito prioritario della società sarà la valorizzazione e la gestione redditizia dei beni. Come il complesso del Foro Italico a Roma, che il Coni si appresta a trasferire allo Stato.