L'inaugurazione dovrebbe essere nel giugno 2009, in concomitanza della Biennale d'arte. Punta della Dogana, lo spazio più ambito di tutta Venezia, passa per i prossimi trent'anni alla gestione di François Pinault, il collezionista francese che ha già rilevato la gestione di Palazzo Grassi. Oltre ad esposizioni temporanee, lo spazio esporrà una raccolta permanente di 141 opere dell'immensa raccolta di Pinault. Palazzo Grassi - assieme a Punta della Dogana - diventa così il referente principale dell'arte contemporanea in città. Come commenta Jean Jacques Aillagon, ex ministro francese e attuale direttore di Palazzo Grassi, la decisione della commissione del Comune sottolinea da un lato la qualità della collezione d'arte moderna e contemporanea che François Pinault ha la possibilità di mobilitare per sostenere la programmazione del futuro centro d'arte, dall'altro riconosce a Palazzo Grassi la capacità di assicurare la realizzazione di un progetto architettonico di grande qualità per il restauro dì questo importante edificio storico. 2.500 metri quadrati: è questa l'area di Punta della Dogana assegnata a Palazzo Grassi Spa, che chiamato a gestire per trent'anni un Centro d'Arte Contemporanea che, nelle intenzioni, è di grande eccellenza per Venezia e da Venezia al mondo internazionale dell'arte contemporanea. Venezia e l'arte contemporanea, quindi, un amore che si consuma con passione anche grazie alla Biennale, una delle rassegne più importanti del mondo nel campo delle arti visive. E oggi trova nuovi spazi e respiri, con l'attività rinnovata di Palazzo Grassi che passa per la nuova gestione di Francois Pinault, inaugurata con la mostra 'Where are we going?', dedicata ad una selezione delle opere di arte contemporanea della sua collezione, tra le più importanti del mondo. Un appuntamento, come commenta lo stesso direttore artistico di Palazzo Grassi Jean che ha messo in evidenza come sull'arte contemporanea si 'rischiano' partecipazioni di pubblico minori rispetto a mostre legate a personalità entrate ormai nella storia dell'arte, ma non per questo si deve rinunciare a proporre al pubblico ciò che non è propriamente 'popolare'. Punta della Dogana, quindi, entra a 'chez Pinault', soprattutto per volontà del Comune, che ambisce a fare del magnifico complesso seicentesco un polo dedicato proprio alle nuove espressioni artistiche, basato soprattutto sull'esposizione stabile e a rotazione di opere della sterminata collezione dell'imprenditore francese, che non può trovare sede a Palazzo Grassi, destinato solo alle mostre. Affacciato sul Canal Grande in Campo San Samuele, Palazzo Grassi è stato sottoposto a un restauro ad opera dell'architetto Tadao Andò, l'autodidatta' famoso in tutto il mondo. L'intervento, che ha riguardato gli interni dell'edificio settecentesco, attraverso elementi stilistici minimalisti mette in luce i pregi della struttura originaria. 5000 mq di spazi espositivi, pubblici e tecnici rinnovati, 40 sale per "esposizione ristrutturate al primo e al secondo piano dell'edificio, una speciale soluzione architettonica a 20 metri di altezza per il rinnovato atrio principale, un team di 105 persone coinvolto nei lavori di ristrutturazione, 1.500 lampade sostenute da 120 travi in alluminio estruso, per l'innovativo sistema di illuminazione delle sale espositive. Un restauro colossale, quindi, durato soltanto 5 mesi. Negli ultimi trent'anni François Pinault è stato uno dei maggiori collezionisti di arte del ventesimo e ventunesimo secolo e ha deciso di esprimere la continuità del suo impegno esponendo la sua collezione a Venezia e nel mondo. L'attività di Palazzo Grassi prevede un programma di esposizioni della collezione personale alternate a mostre tematiche e storiche con opere provenienti da prestatori e istituzioni internazionali. Fondatore di PPR, gruppo leader in Europa nel retail e protagonista nel mondo dei beni di lusso, con marchi come Gucci, Bottega Veneta, Yves Saint Laurent, Sergio Rossi, Boucheron, Stella Me Cartney, Alexander McQueen. Attraverso la holding Artemis - che fa sempre capo a Pinault - è impegnato su numerosi altri fronti con attività internazionali, tra cui la prestigiosa casa francese di vini Chateau Latour e Christie's, leader mondiale delle case d'asta. Un impegno, quello del magnate francese quindi, che nasce da una grande passione per l'arte moderna e contemporanea e che, da Palazzo Grassi a Punta della Dogana, Pinault desidera oggi condividerne i frutti con un pubblico ampio ed eterogeneo come quello che viene a Venezia da tutto il mondo. Una straordinaria avventura culturale che si muove nello spirito di contribuire a far conoscere e amare la creatività dei nostri tempi.
Palazzo Grassi si allarga alla Punta della Dogana. I nuovi assi dell'arte contemporanea
La Punta della Dogana, uno spazio di arte contemporanea a Venezia, sarà gestita da Palazzo Grassi Spa per trent'anni. La gestione sarà affidata a François Pinault, il collezionista francese che ha già rilevato la gestione di Palazzo Grassi. La Punta della Dogana sarà esposta a una raccolta permanente di 141 opere dell'immensa raccolta di Pinault. Il complesso seicentesco sarà restaurato e rinnovato con 5000 mq di spazi espositivi, pubblici e tecnici. La gestione di Palazzo Grassi prevede un programma di esposizioni della collezione personale alternate a mostre tematiche e storiche con opere provenienti da prestatori e istituzioni internazionali.
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