Uno dei più grandi restauri di archeologia industriale del mondo. E uno dei più grandi alberghi a 5 stelle d'Europa. Nasceva cinquant'anni fa lo storico Molino Stucky, con pastificio annesso, grazie alla volontà nel 1895 dell'industriale svizzero Giovanni Stucky, che capì prima di altri che il trasporto ad acqua a quei tempi poteva essere assai più veloce e conveniente di quello su terraferma. Così, insieme all'architetto Ernst Wullekopf, nacque il luogo della memoria dei veneziani, sull'isola della Giudecca, un tempo riservata ai nobili al bando, i cosiddetti 'giudicati'. Di stile neogotico, l'edificio arrivava ad occupare un'area pari a 30 mila metri quadrati, e per tutto il primo Novecento ha rappresentato un modello di tecnologia d'avanguardia. I vari tentativi per salvarlo dall'abbandono, avvenuto nel 1955, culminarono nel 1975 con una mostra della Biennale intitolata 'Proposte per il Molino Stucky' che, attraverso artisti e architetti di fama internazionale, cercava di sensibilizzare i Pubblici Amministratori e che culminò con il rogo delle proposte arrivate da tutto il mondo in Piazza San Marco. L'intero complesso, dal 1988 sotto il vincolo del Ministero dei Beni Culturali, venne destinato ad uso residenziale, alberghiero e congressuale e, grazie alla Società dell'Acqua Pia Antica Marcia della famiglia Caltagirone, e al suo progetto di riuso che pratica solo aggiunte interne con una funzionalità che non stravolgesse g antichi spazi, è ritornato a seconda vita. Ed eccolo, intatto nella facciata neogotica, attraverso la quale Giovanni Stucky dialogava con la città, il Molino diventa un hotel Hilton di 380 camere comprese tre Executive Floor da 84 camere Executive e 46 suite. Nell'ex pastificio, che mantiene il sapore della struttura protoindustriale, trova spazio un centro congressi da 1.500 posti con sala plenaria da mille posti e cinque sale meeting; nelle costruzioni più interne invece un centinaio di. appartamenti, collegati, come da un aereo fil rouge, dalle antiche passerelle in ferrò che univano gli edifici arricchiti da servizi esclusivi quali la piscina sul terrazzo, una grande Spa, il centro fitness, due ristoranti e quattro bar, creati per soddisfare tutte le esigenze e tutti i gusti, sotto la direzione di Gianluca Scala, accomunati dalla qualità e dalla cura nella scelta dei menù e degli ingredienti e che vanta nomi di fama internazionale come quello di Franco Luise, Chef con 30 anni di attività in alcuni dei ristoranti e hotel più famosi del mondo. Le tramogge per la selezione dei grani trasformate in corridoi dove a splendere sono i vetri di Murano e la sensazione è quella di trovarsi in una gigantesca nave da crociera. Un'impresa tanto colossale, quindi, quanto rispettosa di questo antico simbolo di una Venezia operosa: nonostante i crolli a causa dell'incendio del 2003, il lavoro è stato minuziosamente conservativo, a tal punto che per la muratura esterna in laterizi, vista l'importanza storica e architettonica del sito, sono stato utilizzati mattoni cerniti in collaborazione con la Sovrintendenza ai Beni Culturali del Comune di Venezia. Con l'apertura di Molino Stucky Hilton Venice, dunque, non si è soltanto verificato un evento per quanto riguarda la ricettività alberghiera della città lagunare ed un notevole passo in avanti in termini di competitività nel mercato congressuale, ma un effettivo arricchimento per la memoria storica dei veneziani. Il Molino, infatti, offriva lavoro a molti e un servizio quotidiano. La sua seconda vita lo riapre nuovamente all'attività produttiva e al dialogo con la città. Basti pensare alla sua funzione congressuale. Il Centro Congressi, distribuito su una superficie complessiva di 2.600 mq nel nucleo del complesso alberghiero collegato internamente a tutte le altre aree dell'hotel, è dotato di accesso esterno autonomo. La Ballroom, dall'arredamento sobrio ed elegante, con pavimenti in marmo e moquette inglese in lana, è in grado di ospitare fino a 1.000 persone disposte a cocktail e può essere suddivisa in cinque sale insonorizzate, tutte con accesso indipendente. Le grandi pareti divisorie scorrevoli sono a boiserie bassa e alta in legno ciliegio e richiamano la tecnica pittorica delle pareti. Inoltre, il Centro Congressi è attrezzato di video al plasma, impianto di video conferenza, videoproiettori Dvd per prestazioni via PC, videocamere, sistema televisivo a circuito chiuso, videoregistratore, ricevitore satellitare, lettore multimediale, lavagna luminosa, amplificatori audiovideo, impianto stereofonico, impianto microfonico, altoparlanti, impianto traduzioni multilingue. Tecnologia, ma anche storia. La storia leggendaria di un mercante, conoscitore di lingue e di culture diverse, Giovanni Stucky, il suo intuito e la sua voglia di mettersi in gioco, e la moderna tecnologia che, nella riqualificazione e modernizzazione di un'opera così importante per Venezia, non ha rinunciato né al lusso e al comfort, né al grande sogno di un uomo geniale.