Il Vittoriano? Ma non era inteso, per decenni e decenni, specie nella seconda metà del Novecento, via via che s'andava scolorendo la retorica del Risorgimento, che fosse, quella mastodontica «macchina da scrivere» in marmo botticino, «piazzata» a fare da quinta abnorme a Piazza Venezia, regno e dominio del kitsch? Se ne stava lì, quel povero monumentone snobbato, per la sua invadenza e per le sue «colpe» urbanistiche (lo spostamento di Palazzetto Venezia), e anche per un inconfessabile superstizioso timore di quell'aria perenne di celebrazione funebre che lo circondava - la fiamma che arde sul sacrario dell'Altare della Patria: che non si poteva contestare apertamente, ma... (E, del resto, ben due militari di guardia non si sono suicidati)? Fino a quando il sindaco Francesco Ratelli, forse per la circostanza «genetica» di avere avuto un bisnonno scultore risorgimentale senza complessi (vedi la Fontana dell'Esedra, con lo svettare di bronzei seni e fianchi femminili), decise di illuminarlo a festa come si trattasse di un meraviglioso Circo della Belle Epoque. ..E se kitsch deve essere, che lo sia alla grande! Fu il principio della resurrezione: il bar-ristorante (discreto), le ascensioni ansimanti - senza ascensore - di masse di turisti innamorati della vista, minuziosamente descritta, per singoli monumenti, cupole, Fori e magnificenti rovine, dalle vecchie guide del Touring... E che sia davvero uno spettacolo chi potrebbe negarlo? Perciò gli ascensori di cristallo e acciaio, sottili e longilinei, che ora ti portano in un lampo ad 81 metri d'altezza, fino alle aeree terrazze sorvolate dalle quadrighe di bronzo (risparmiandoti i 196 gradini che per una società ad anzianità crescente non sono poi il massimo) non mi scandalizzano affatto: consumismo? Marketing dei monumenti? Ma non l'avevate sempre disprezzato il povero Vittoriano? Almeno ora sappiamo che il suo autore, il tanto biasimato Giuseppe Sacconi, aveva una cultura antiquaria nutrita di modelli archeologici e che forse per la sua «patria di marmo» si ispirò all'Ara di Pergamo appena scoperta... E le terrazze delle quadrighe lui le immaginò gremite di visitatici e visitatori... In quanto a me, da quelle terrazze ho assistito - e non scherzo - al concerto dei Genesis al Circo Massimo. (Mai avrei potuto affrontare quel volume sonoro a distanza più ravvicinata). Dopo aver contemplato il tramonto su una Roma «morena e fulva... con trecce di miele... sorgente dal fiume, colle dopo colle, tra giardini e fontane, tra colonne ed archi...». Così come la descrisse, e chi sa che non l'abbia guardata da quassù, Cecilia Meirels: la bellissima poeta brasiliana, considerata la più grande di lingua portoghese del Novecento.
Vittoriano, lascia che sia kitsch!
Il Vittoriano è stato oggetto di critiche per anni, soprattutto per la sua posizione e le sue caratteristiche urbanistiche. Tuttavia, con l'intervento del sindaco Francesco Ratelli, il monumento è stato illuminato e trasformato in un luogo di divertimento, con bar, ascensori e terrazze. La sua trasformazione è stata vista come un esempio di consumo e marketing dei monumenti. Tuttavia, alcuni critici sostengono che il Vittoriano sia stato sempre disprezzato per la sua cultura antiquaria e per la sua ispirazione all'Ara di Pergamo. Alcuni visitatori hanno anche avuto esperienze positive, come la possibilità di assistere a concerti e di godere della vista sulla città.
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