Per una volta l'Italia pensa in grande. Almeno a proposito di cultura. Alla riunione informale dei 25 ministri europei della Cultura (15 degli Stati già membri e dieci dei Paesi prossimi all'adesione), i cui lavori si sono svolti ieri nella villa medicea di Artimino, il nostro ministro per i Beni culturali Giuliano Urbani ha presentato il progetto Agenore per la creazione di un catalogo informatizzato, disponibile on line, di tutti i valori che costituiscono la civiltà europea. Il progetto prevede che tutti gli Stati membri individuino liberamente questi valori nelle rispettive culture nazionali e concorrano alla costruzione di Agenore, il cui nome non poteva essere più indicato perché riporta direttamente a uno dei miti fondanti della cultura comune: Agenore è infatti il mitico re padre di Europa, la fanciulla rapita da Zeus tramutatosi in toro. Il ministro è semplicemente raggiante: «Il progetto non poteva essere accolto meglio. Alcuni ministri ne sono stati così conquistati che hanno già disposto di farlo stampare nelle rispettive lingue. La commissaria europea alla cultura, Viviane Reding, si impegnata personalmente a portare avanti il progetto e nello stesso senso si sono espressi i due futuri presidenti del Consiglio europeo, il ministro irlandese a cui toccherà il primo semestre di presidenza e la giovane "ministra" olandese che presiederà il secondo. E non che io sia abituato a questa coralità, tutt'altro. Di solito procedo per vie, diciamo cosi, minimali per evitare contrasti». E allora vale la pena di spiegarlo per bene, questo progetto entusiasmante. «Diciamo che e come la preparazione di un grande banchetto per il quale ognuno prepara un piatto attingendo alla propria dispensa. Ovviamente ci sono i Paesi, come l'Italia o la Francia, che hanno una dispensa particolarmente ricca, altri ce l'hanno meno fornita ma anche meno conosciuta e quindi la loro partecipazione sarà particolarmente stimolante. Di molti dei Paesi che stanno per entrare in Europa, come i Paesi baltici per esempio, sappiamo poco, e il loro apporto potrà essere fondamentale». In pratica, che cosa dovrà fare questa nuova Europa delle culture? «Gli strumenti per realizzare Agenore sono molti e puntano alla massima valorizzazione del nostro Dna culturale. Il primo strumento è il portale della cultura che la Commissione europea sta mettendo a punto, nel quale ogni Paese presenterà il meglio della propria tradizione artistica, archeologica, mediatica. Il portale conterrà anche una grande mappa storica dei siti archeologici di tutta Europa, un "museo dei musei", una "biblioteca delle biblioteche", un "teatro dei teatri", una "letteratura delle letterature"». Al di là di questa fondamentale mappa virtuale della cultura europea, Agenore consentirà anche in futuro alle nazioni di mettere insieme le proprie competenze e le proprie risorse per tutelare un grande patrimonio storico-artistico comune che in molti Paesi è minacciato proprio dalle disponibilità insufficienti? «Questo lo stiamo già facendo in sede di accordi fra i vari Paesi. Per esempio il 24 e 25 novembre a Bruxelles porteremo all'approvazione una risoluzione per uno spazio museale europeo destinato non solo a facilitare gli scambi e i prestiti per realizzare grandi mostre ma anche a collaborare nel tempo per realizzare restauri, interventi e recuperi. Questa è la pratica, diciamo che Agenore agisce invece su un piano filosofico-strategico. di un sistema per mettere a punto le future linee d'azione partendo da una riflessione sul patrimonio comune, da una visione dell'Europa come una vastissima plaga di bellezza, cultura, civiltà. Sì, insomma una grande Utopia. Perché ragionare in grande fa bene».