"Siamo le parole che diciamo, le strade che percorriamo e le opere che edifichiamo». Un percorso attraverso quelle parole, attraverso le tracce di un popolo risparmiate dal tempo, vuole essere «Sentieri e Parole», filo conduttore della Giornata Europea della Cultura Ebraica, presentata ieri alla stampa. La Giornata, domenica 2 settembre, celebrerà l'VIII edizione contemporaneamente in trenta paesi europei e cinquantacinque località italiane. Promossa dall'Ucei (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane) e patrocinata dal ministero per i Beni e le Attività culturali e dal ministero della Pubblica istruzione. Con Trieste a fare da battistrada. Una città in cui la presenza della comunità ebraica risale almeno al XIII secolo. Testimoniata da apporti culturali e artistici. Nel programma figurano una mostra su Fiorello La Guardia, celebre sindaco di New York, figlio di un ufficiale americano e di un'ebrea triestina; un concerto di Marco Ferrandini dedicato a Herbert Pagani, mentre al Caffè san Marco si leggeranno testi di Giorgio Voghera, saggista e narratore ebreo. La presenza ebraica in Italia risale ad oltre duemila anni fa e ha lasciato tracce in tutte le regioni. «Sentieri Parole» si propone di riscoprire i luoghi e i percorsi di una cultura senza tempo attraverso le tracce di edifici, monumenti, sinagoghe, testimonianze scritte, libri e manoscritti; attraverso i percorsi artistici, nell'arte, nella musica, nella letteratura e attraverso quelle tradizioni, legate alle festività, alla cucina, alla concezione del tempo, che sono il cuore pulsante della cultura ebraica. Nella scorsa edizione, la Giornata Europea della Cultura Ebraica ha fatto registrare circa cinquantamila visitatori. Il trenta per cento di tutta l'Europa.